Studi di settore: il regime premiale per l’anno d’imposta 2014

di Francesco Buetto

Pubblicato il 6 luglio 2015

siamo in piena fase di elaborazione delle dichiarazioni dei redditi: ecco un utile ripasso delle agevolazioni che possono ottenere (in fase di futuri controlli) i soggetti congrui e coerenti che hanno accesso al regime premiale previsto per chi applica gli studi di settore

 

Il D.L. n.201 del 6 dicembre 2011, convertito, con modificazioni, in legge n. 214 del 22 dicembre 2011 (art. 10, c. 9), intervenendo sul procedimento di accertamento a mezzo studi di settore, ha previsto, nei confronti dei contribuenti soggetti agli studi di settore, i quali abbiano assolto fedelmente agli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore (la fedeltà dei dati dichiarati risulta sussistere anche nel caso di errori o omissioni, nella compilazione dei modelli degli studi di settore, di dati che non comportano la modifica dell’assegnazione ai cluster, del calcolo dei ricavi o dei compensi stimati, del posizionamento rispetto agli indicatori di normalità e di coerenza, in confronto alle risultanze dell’applicazione degli studi di settore sulla base dei dati veritieri), e sulla base dei dati sopra indicati risultino per tutti gli indicatori di coerenza economica e di normalità economica previsti dallo studio di settore applicabile:

  • la preclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all'art. 39, c. 1, lett. d, per. 2, del D.P.R. n. 600/1973, e all'art. 54, c. 2, u.p., del D.P.R. n. 633/1972 (accertamenti analitici-induttivi);

  • la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l'attività di accertamento previsti dall'art. 43, c. 1, del D.P.R. n.600/73, e dall'art. 57, c. 1, del D.P.R. n. 600/1973; la disposizione non si applica in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell'articolo 331 del codice di procedura penale per uno dei reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74;

  • la determinazione sintetica del reddito complessivo di cui all'art. 38 del D.P.R. n. 600/1973, è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello ordinario (la regola generale, invece, è del 20%).

 

Il comma 12 dell’art.10 dispone, inoltre, che: “con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, sentite le associazioni dic