L’aggiornamento dei principii di valutazione: a che punto siamo?

di Angelo Fiori

Pubblicato il 11 aprile 2015

i principii nazionali di valutazione sono in fase di aggiornamento, facciamo il punto sulle novità in arrivo

A che punto siamo?

Ritengo risulti utile effettuare un aggiornamento dell’iter di emissione, in corso di completamento, dei Principi italiani di valutazione PIV, facendo seguito del precedente articolo del 2 Agosto 2014 su questa rivista “Valutazioni d’azienda. Alla ricerca di principi condivisi” (inserire link).

I PIV, sono stati in bozza di consultazione fino al 1 marzo 2015. La emissione della versione definitiva dei PIV è prevista per giugno 2015. La versione in bozza è disponibile presso il sito dell’OIV (Organismo Italiano di Valutazione) “http://www.forumtools.biz/oiv/upload/ExposureDraftPIV.pdf”, con le numerose lettere di commento alla bozza “http://www.fondazioneoiv.it/it/lettere-di-commento-ai-principi-italiani-di-valutazione-piv”, pervenute da Enti e operatori vari del settore.

Sebbene quindi ad oggi siano ancora in versione definitiva, i PIV meritano una prima lettura, in quanto rappresentano una vera e proprio cambio di direzione nelle prassi di tutti i professionisti che si occupano di valutazioni. Essi rappresentano un salto di qualità nella professione del valutatore, ciò indipendentemente dalla sede e dal contesto di utilizzo della valutazione stessa: in sede giudiziaria o processuale, per le valutazioni del bilancio di esercizio, per l’impairment test, per operazioni di M&A, per le valutazioni immobiliari, per operazioni societarie straordinarie, etc

I PIV si compongono di quattro parti:

  • Parte Prima. La rete concettuale di base (conceptual framework), che comprende il glossario;

  • Parte Seconda. I principi generali di valutazione relativi all’incarico e al processo valutativo;

  • Parte Terza. I principi per la valutazione di specifiche attività/passività (beni immateriali, beni reali, strumenti finanziari, rapporti giuridici, passività finanziarie e potenziali, ecc.) nonché di complessi aziendali in funzionamento e delle interessenze partecipative nei medesimi;

  • Parte quarta. I principi per applicazioni specifiche (particolari aziende e particolari contesti, tra cui le valutazioni di bilancio).

Una svolta nella professione del commercialista-valutatore

Il contesto economico attuale, fortemente influenzato dalla volatilità, rappresenta una vera e propria sfida sia per gli imprenditori che per i commercialisti che li affiancano. In presenza di un contesto incerto, l’errore è purtroppo sempre in agguato.

I principi di valutazione cercano di fornire elementi a disposizione dei professionisti che si occupano di valutazioni adeguate linee guida, cd “best practices”. Esse fornisco un “modus operandi”, condiviso a livello professionale, che consenta di ridurre la discrezionalità dell’esperto e di affrontare le incertezze e le possibilità di errore.

La valutazione resta tuttavia in definitiva sempre un’opinione, non un dato di fatto certo e incontrovertibile, tuttavia la soggettività va disciplinata ed incanalata in un percorso, razionale, trasparente e completo. Si ricorda anche che in assenza di un corpo di “practice”, disciplinato e condiviso, non vi può essere un clima di fiducia nei confronti degli esperti di valutazione; nessuna professione può infatti svilupparsi senza la fiducia degli utilizzatori dei servizi offerti

Ricordiamo anche che la professione del valutatore fino ad oggi in Italia è stata sempre un’attività a carattere molto domestico, prevalentemente orientata verso gli aspetti legali e fiscali, spesso effettuata da commercialisti che si occupano nel contempo di mille altre attività professionali. In questo contesto i PIV rappresentano anche un cambio di paradigma, che può avvicinare la professione italiana che si occupa del settore agli standard internazionali, facilitando uno sviluppo di specifiche professionalità. L’attività di valutazione potrebbe pertanto diventare una vera e propria specializzazione nella professione del dottore commercialista

Se è permesso un confronto, il percorso che hanno fino ad oggi effettuato i principi contabili, sia quelli nazionali che quelli internazionali, nel contesto della rappresentazione e dell’informativa di bilancio nel corso degli ultimi 5 - 10 anni, permettendo all’Italia di essere al pari con gli standard internazionali, potrebbe essere duplicato con l’introduzione dei PIV nell’area delle valutazioni d’azienda.

11 aprile 2015

Angelo Fiori