Anticorruzione e PA: gli obblighi di pubblicazione e trasparenza

i recenti scandali giudiziari hanno costretto ad implementare gli obblighi in materia di anticorruzione per le Pubbliche amminsitrazione: analisi delle novità

  1. Premessa.

In riferimento agli obblighi di pubblicazione concernenti la Pubblica Amministrazione, avuto riguardo agli organi di indirizzo politico, occorre fare riferimento:

  • al decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33, recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;

  • alla delibera ANAC del 20 ottobre 2014, n. 144, recante “Obblighi di pubblicazione concernenti gli organi di indirizzo politico nelle pubbliche amministrazioni”.

    In particolare, con riferimento al decreto legislativo, l’articolo 11, così come modificato dall’articolo 24-bis del decreto-legge n. 90 del 2014, chiarisce la portata delle disposizioni, prevedendo che siano applicate da:

  • tutte le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ivi comprese le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione” (comma 1);

  • gli enti di diritto pubblico non territoriali nazionali, regionali o locali, comunque denominati, istituiti, vigilati, finanziati dalla pubblica amministrazione che conferisce l’incarico, ovvero i cui amministratori siano da questa nominati” (comma 2 lettera a).

    Inoltre, il decreto 33 del 2013 distingue tra due tipi di obblighi, ovvero quelli relativi all’organizzazione e quelli relativi all’attività delle amministrazioni pubbliche alle quali si applicano le sue disposizioni.

    In relazione agli obblighi di organizzazione il decreto 33 del 2013, nel pieno rispetto del principio di trasparenza, introdotto dal decreto legislativo n. 150 del 2009 e qui ripreso dall’articolo 1 “accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”, mette in particolare evidenza le obbligazioni relative ad alcune categorie di funzionari pubblici: i componenti degli organi di indirizzo politico (art. 14) e i dirigenti (art. 15), i quali sono obbligati ad inviare alla propria amministrazione, ai fini della pubblicazione sul sito ufficiale della medesima, dati relativi alla propria situazione patrimoniale e ai compensi percepiti in ragione delle cariche e degli incarichi attribuiti.

Per “dati relativi alla situazione patrimoniale” debbono intendersi quelli relativi a “diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri, ivi compresa la titolarità di imprese, azioni di società, quote di partecipazione a società”.

  1. Gli organi di indirizzo politico.

L’articolo 14 del decreto 33 del 2013, relativamente ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale regionale e locale, al comma 1 prevede che: “le pubbliche amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti, i seguenti documenti ed informazioni:

a) l’atto di nomina o di proclamazione, con l’indicazione della durata dell’incarico o del mandato elettivo;

b) il curriculum;

c) i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;

d) i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;

e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti;

f) le dichiarazioni di cui all’articolo 2, della Legge 5 luglio 1982, n. 441, nonché le attestazioni e dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4 della medesima legge, come modificata dal presente decreto, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni…

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