Il ciclo delle entrate (seconda parte)

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 19 febbraio 2015

analizziamo i principi contabili che presiedono alla gestione della valuazione delle entrate prospettiche dell'ente locale

Si è avuto modo di evidenziale come le nuove disposizioni del d.lgs.126/2014 abbiano modificato l’art.179 del TUEL, precisando le nuove regole per il corretto accertamento delle entrate, che costituisce la prima fase del ciclo. Sempre in merito all’accertamento va precisato che lo stesso deve seguire il  principio contabile n. 2, il quale evidenzia come l’accertamento non può che avvenire nel pieno rispetto dei seguenti due principi.



Principio di prudenza: secondo il quale nel bilancio di previsione dell’Ente devono essere iscritte solo le entrate che si prevede siano ragionevolmente accertabili nel periodo.

Principio di veridicità e di attendibilità: secondo i quali la rappresentazione delle entrate dell’Ente devono rappresentare in modo veritiero e corretto la sua esatta situazione finanziaria. Tali principi impongono l’obbligo di realizzare una precisa simmetria tra i valori inseriti nelle scritture contabili e la loro esatta denominazione delle relative voci di entrata. Tale simmetria deve avvenire non solo al momento della redazione del bilancio di previsione, ma devono essere confermati durante tutto l’esercizio finanziario fino al conto consuntivo che rappresenta la parte finale del ciclo del bilancio dell’Ente, mentre le fasi intermedie sono rappresentate dall’approvazione degli equilibri di bilancio e dall’assestamento. In altri termini i valori inseriti nelle entrate del bilancio, che rappresentano le risorse di cui l’Ente si dota per le possibili successive spese, non solo debbono essere vere, ma le stime su cui si basano debbono essere attendibili, ossia costruite in modo professionale.



Qui di seguito alcune tipologie di entrate e la metodologia di stima dell