Verifiche antimafia: la documentazione acquisita dalle SOA

di Vincenzo Mirra

Pubblicato il 8 gennaio 2015

la gestione delle procedure di appalto pubblico è soggetta alle norme antimafia: analisi delle criticità nella gestione di tale tipologia di controllo (Fabrizio Stella e Vincenzo Mirra)
  1. Premessa  

Come noto1, il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, concernente il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE2 disciplina, a mente dell’articolo 1, i contratti delle stazioni appaltanti, degli enti aggiudicatori di servizi, prodotti, lavori ed opere.

Più in particolare, l’articolo 40, concernente la Qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici, al comma 1 prevede che: “I soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici devono essere qualificati e improntare la loro attività ai principi della qualità, della professionalità e della correttezza. Allo stesso fine i prodotti, i processi, i servizi e i sistemi di qualità aziendali impiegati dai medesimi soggetti sono sottoposti a certificazione, ai sensi della normativa vigente”.

L’articolo 38, elenca, invece, i requisiti di carattere generale occorrenti per il conseguimento dell’attestato di qualificazione, laddove al comma 1 lettera b) si evidenzia l’assenza della pendenza del procedimento “per l'applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all'articolo 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 o di una delle cause ostative previste dall'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575”.

Quindi, l'esclusione e il divieto operano per:

  • l’impresa individuale, se la pendenza riguarda il titolare o il direttore tecnico;

  • la società in nome collettivo, se il procedimento riguarda i soci o il direttore tecnico;

  • la società in accomandita semplice, se risultano coinvolti i soci accomandatari o il direttore tecnico;

  • altro tipo di società; se le pendenze riguardano gli amministratori muniti di poteri di rappresentanza o il direttore tecnico o il socio unico persona fisica, ovvero il socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci.

Le richiamate Leggi n.1423/56 e n. 575/65 sono state abrogate per effetto dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il c.d.Codice antimafia, pertanto le disposizioni di cui al menzionato art. 38 sono da intendersi così sostituite:

  • l’art. 3 della Legge. n. 1423/1956 dall’art. 6 del Codice antimafia (Tipologia delle misure e loro presupposti);

  • l’art. 10 della Legge n. 575/1965 dall’art. 67 dello stesso Codice (Effetti delle misure di prevenzione).

Nello specifico, le disposizioni del Codice antimafia, in particolare quelle del Libro II, entrate in vigore con la pubblicazione del Decreto Legislativo15 novembre 2012, n. 218, pur non prevedendo l’abrogazione espressa del citato art. 38, comma 1 lett. b), ne hanno senz’altro innovato la di