Le nuove regole per i rimborsi IVA

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 13 gennaio 2015

guida alla richiesta dei rimborsi IVA dopo il decreto sulle semplificazioni fiscali, con particolare attenzione alle garanzie che deve prestare il contribuente

L’art. 13, del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, ha sostituito l’art.38-bis del D.P.R. n. 633/72, modificando radicalmente e significativamente la disciplina relativa all’esecuzione dei rimborsi IVA, a partire dal 13 dicembre 2014.

Le nuove norme sono state attentamente analizzate dall’Amministrazione Finanziaria, con la circolare n. 32/E del 30 dicembre 2014, che ha fornito un vero e proprio vademecum ed uno strumento operativo per gli addetti.

Proviamo, quindi, a sintetizzare le indicazioni offerte dall’Agenzia delle Entrate, rinviando, per approfondimenti, al citato documento di prassi.


LE NOVITA’

Sostanzialmente, le novità sono quattro:

  • decorrenza del termine di tre mesi per l’esecuzione dei rimborsi dalla data di presentazione della dichiarazione;

  • innalzamento da 5.164,57 a 15.000 euro dell’ammontare dei rimborsi eseguibili senza prestazione di garanzia e senza altri adempimenti;

  • possibilità di ottenere i rimborsi di importo superiore a 15.000 euro senza prestazione della garanzia, presentando una dichiarazione annuale o un’istanza trimestrale munita di visto di conformità, o sottoscrizione alternativa, e una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la sussistenza dei requisiti patrimoniali stabiliti dalla norma;

  • previsione dell'obbligatorietà della garanzia per i rimborsi superiori a 15.000 euro solo nelle ipotesi di situazioni di rischio.



LA DECORRENZA DEL TERMINE PER L’ESECUZIONE DEI RIMBORSI

Abbiamo già anticipato che i rimborsi sono eseguiti, su richiesta fatta in sede di dichiarazione annuale, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione (e non più alla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione).

Nel caso di presentazione di più dichiarazioni per lo stesso periodo d’imposta (correttive nei termini, integrative), il termine di tre mesi inizia a decorrere nuovamente dall’ultima dichiarazione presentata.



RIMBORSI FINO A 15.000 EURO

Il nuovo dettato normativo estende da 5.164,57 a 15.000 euro la soglia di esonero da ogni ulteriore adempimento, ad eccezione della presentazione della dichiarazione o dell’istanza.

Il limite è da intendersi riferito non alla singola richiesta, ma alla somma delle richieste di rimborso effettuate per l’intero periodo d’imposta (cfr. risoluzione n. 165/E del 3 novembre 2000).



RIMBORSI SUPERIORI A 15.000 EURO

Il comma 3 del nuovo articolo 38-bis, del D.P.R. n. 600/73 prevede che i rimborsi di ammontare superiore a 15.000 euro, richiesti da soggetti che non rientrano nelle ipotesi di rischio di cui al comma 4 del medesimo articolo, sono eseguiti senza presentazione di garanzia, purché siano congiuntamente rispettati i seguenti adempimenti:

1. presentazione della dichiarazione annuale o dell’istanza trimestrale, da cui emerge il credito che supera la soglia di 15.000 euro, recante il visto di conformità di cui all’art.35 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, o la sottoscrizione alternativa di cui all’art. 10, c. 7, perr. 1 e 2, DL 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 3 agosto 2009, n. 1021;

2. dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, a norma dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la sussistenza di talune ben individuate condizioni (solidità patrimoniale, continuità aziendale e regolarità dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali) in relazione alle caratteristiche soggettive del contribuente2.

Il comma 6 del nuovo articolo 38-bis stabilisce che la prestazione della garanzia esonera il contribuente dall’apporre il visto di conformità (o la sottoscrizione alternativa) sulla dichiarazione o sull’istanza di rimborso.

Viene meno la categoria dei cd. “contribuenti virtuosi”, ossia “quei contribuenti che soddisfano determinate condizioni di solvibilità ed affidabilità”, specificamenteindicate dalla legge (cfr. circolare n. 10/E del 4 marzo 2011), atteso che, in generale, come principio, salve le previste deroghe, non è più necessaria la prestazione della garanzia.

L’apposizione del visto o la sottoscrizione alternativa è in ogni caso correlata all’utilizzo e non all’ammontare complessivo del credito stesso. Pertanto, la soglia di 15.000 euro deve essere calcolata separatamente per le compensazioni e per i rimborsi.

Per completezza la circolare n.32/2014 ricorda che ai sensi dell’art. 3, c. 45, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, “Per le società e gli entinon operativi di cui al comma 37, non è ammessa al rimborso l’eccedenza di credito risultante dalla dichiarazione presentata ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per l’anno che comprende l'esercizio, o la maggior parte dell’esercizio, per il quale si verificano le condizioni ivi previste.”.

Tuttavia i medesimi soggetti (al fine di ottenere comunque l’erogazione del rimborso) possono attestare l’assenza dei requisiti che li qualificano come “non operativi” tramite una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (cfr. circolare 146/E del 10 giugno 1998).



RIMBORSI SUPERIORI A 15.000 EURO CHE NECESSITANO DI GARANZIA

I rimborsi di importo superiore a 15.000 euro sono eseguiti previa presentazione della garanzia, ai sensi del comma 4, del nuovo art. 38-bis, del D.P.R. n. 633/72, quando il rimborso è richiesto:

a) da soggetti che esercitano un’attività di impresa da meno di due anni (questo requisito non trova applicazione nei confronti delle imprese start-up innovative di cui all’art. 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179);

b) da soggetti passivi ai quali, nei due anni precedenti la richiesta di rimborso3, sono stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica4 da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dell’imposta dovuta o del credito dichiarato superiore: 1. al 10 per cento degli importi dichiarati se questi non superano 150.000 euro; 2. al 5 per cento degli importi dichiarati se questi superano 150.000 euro ma non superano 1.500.000 euro; 3. all’1 per cento degli importi dichiarati, o comunque a 150.000 euro se gli importi dichiarati superano 1.500.000 euro;

c) da soggetti passivi che presentano la dichiarazione o l’istanza priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa o non presentano la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;

d) da soggetti passivi che richiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione dell’attività.



RIMBORSI IN CONTO FISCALE CON PROCEDURA SEMPLIFICATA

In ordine ai rimborsi da erogare mediante la procedura semplificata5, la lettera c, periodo 1, comma 33, dell’articolo 78della legge 30 dicembre 1991, n. 413, in materia di conto fiscale, disponeche “il rimborso di importo superiore al limite di cui alla lettera b)6del presente comma sarà erogato previa prestazione delle garanzie indicate all’articolo 38-bis, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, di durata quinquennale”.

Anche ai rimborsi in procedura semplificata si applicano le disposizioni introdotte dal nuovo art. 38-bis.

Le Entrate precisano che i rimborsi fino a 15.000 euro non rilevano ai fini del computo della franchigia di cui al citato comma 33, lettera b, dell’articolo 78. In sostanza, detti rimborsi non vanno sottratti dall’ammontare complessivo dei versamenti affluiti in conto fiscale ai sensi dell’art. 21, c. 1, del regolamento approvato con decreto 28 dicembre 1993, n. 567, secondo quanto già chiarito dalla circolare n. 146/E del 10 giugno 1998 con riferimento al precedente limite di 5.164,57 euro.

In materia di rimborsi IVA erogati dall’agente della riscossione e richiesti in procedura semplificata, relativamente all’erogazione degli interessi eventualmente dovuti, è stato adesso previsto che l’Agente della riscossione liquida e corrisponde i relativi interessi nella misura determinata dalle specifiche leggi di imposta, senza necessità di una separata istanza da parte del contribuente (modello G).

Il legislatore è intervenuto anche sulla tempistica dell’erogazione dei rimborsi, fissando in venti giorni dalla ricezione dell’apposita comunicazione, il termine entro cui l’Agente della riscossione è tenuto ad