La corretta contabilizzazione del riassorbimento del disavanzo di amministrazione negli enti in riequilibrio finanziario

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 29 ottobre 2014

gli enti in fase di riequilibrio finanziario devono prevedere la corretta contabilizzazione, nel bilancio di previsione, del disavanzo accumulato

Importante e nuovo principio stabilito dai giudici contabili, per gli enti in riequilibrio finanziario che abbiano attivato le procedure introdotte dal d.l.174/2012 e ss.mm.ii., in materia di corretta contabilizzazione, nel bilancio di previsione, del disavanzo accumulato ed oggetto di specifica pronuncia di approvazione del piano di riequilibrio da parte delle Sezione regionale di controllo. I citati principi sono stati enunciati nella deliberazione n.321, depositata in data 23/10/2014, dalla Corte dei Conti sezione regionale di controllo per l’Abruzzo.



LE DISPOSIZIONI DEL TUEL SUL RIASSORBIMENTO DEL DISAVANZO

Il collegio contabile precisa che le attuali disposizioni dell’art.188 del TUEL dispongono che il disavanzo di amministrazione, accertato con l’approvazione del rendiconto relativo all’esercizio precedente, debba essere applicato al bilancio di previsione dell’anno successivo. In attuazione del predetto principio generale, l’art. 165, comma 11, del TUEL prevede che il disavanzo di amministrazione sia iscritto in bilancio prima di tutte le spese. Le citate norme hanno la chiara finalità di preservare la sana gestione degli enti locali, obbligandoli al riassorbimento immediato dei risultati negativi di amministrazione accumulati e al raggiungimento degli equilibri finanziari. Gli enti locali, infatti, sono tenuti, in sede di programmazione finanziaria annuale, a reperire le risorse in entrata necessarie a ripianare il disavanzo accumulato nel precedente esercizio e a coprire le spese previste per quello successivo, garantendo il pareggio finanziario complessivo, ai sensi dell’art. 162, comma 6, del TUEL. Tuttavia, secondo il collegio contabile abruzzese, tali principi si riferiscono a