Niente detrazione IVA se manca un contratto fra le aziende

di Federico Gavioli

Pubblicato il 28 agosto 2014

non può essere riconosciuto il diritto alla detrazione IVA se lo scambio di servizi a titolo oneroso fra due aziende non è regolamentato in un contratto

La Corte di Cassazione con la sentenza n.17021 del 25 luglio 2014, ha stabilito che non può essere riconosciuto il diritto alla detrazione IVA se lo scambio di servizi a titolo oneroso fra le due aziende non è regolamentato in un contratto; i giudici di legittimità hanno, pertanto, accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che non ha riconosciuto il diritto alla detrazione IVA di una società per pagamenti fatti al fornitore di servizi pubblicitari.

 

Come nasce il contenzioso

La CTR aveva respinto l’appello dell’Agenzia contro la sentenza della CTP che aveva accolto il ricorso del contribuente , una società per azioni, avverso un avviso di accertamento, concernente l’IVA per l’anno 2005; il citato avviso era fondato su un verbale di accertamento con il quale la Guardia di Finanza aveva ritenuto l’IVA indebitamente detratta, perché correlata a “premi in danaro” (in fattura l’oggetto era stato indicato come “premi di impegnativa”) corrisposti da una società come ricavi, nel mentre dalla lettura degli accordi contrattuali stipulati con la stessa società (o con altri concessionari di spazi pubblicitari) era risultato che si trattava di cessioni di danaro a titolo gratuito cui non corrispondeva alcun obbligo contrattuale di fare, non fare o permettere a carico della beneficiaria.

La CTR ha motivato il proprio convincimento nel senso che, fermo restando che il rapporto esistente tra le due società era un rapporto clientelare, l’una forniva pubblicità ed emetteva fattura sull’altra che ne pagava il prezzo: l’Agenzia delle Entrate non aveva fornito prova che non si fosse trattato di un “effettivo scambio di servi