Le dilazioni di Equitalia per i debiti

Le ipotesi di proroga ordinaria delle rateazioni
Il comma 1-bis, dell’art. 19, D.P.R. 29.09.1973, n. 602, prevede che in caso di comprovato peggioramento della situazione economica, la dilazione concessa puo’ essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi, a condizione che non sia intervenuta decadenza.
Nella versione antecedente alla modifiche introdotte dal D.L. 21.06.2013, n. 69, convertito in legge 9.08.2013, n. 98, la decadenza operava con il mancato della prima rata, ovvero con il mancato pagamento di due rate consecutive, successive alla prima1.
Come puntualizzato nel portale www.gruppoequitalia.it due successive disposizioni normative hanno consentito ai contribuenti di richiedere ulteriore dilazione dei ruoli anche in caso di decadenza dal beneficio.
 
Proroga D.L. n. 225/2010
Già l’art. 2, co. 20 del D.L. 29.12.2010, n. 225 convertito in legge 26.02.2011 n. 10, prevedeva, nei casi di  comprovato peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà del contribuente, la possibilità al Concessionario di accordare una proroga fino ad un massimo di ulteriori sei anni alle rateazioni concesse entro il 27 febbraio 2011, anche se l’omesso pagamento si verificava dopo tale data.
In sostanza, la dilazione “in proroga” di cui alla Legge n. 10/2011 riguardava le dilazioni concesse sino alla data del 27.02.2011, anche se l’inadempimento si verificava successivamente.
 
Proroga D.L. n. 201/2011
Con l’introduzione dell’art. 10, c. 12-ter, D.L. 6.12.2011, n. 201 convertito con modificazioni dalla legge 22.12.2011, n. 214, è stata introdotta la cd. “dilazione in proroga D.L. n. 201/11”.
L’Agente della riscossione poteva concedere la proroga della rateazione dei ruoli a favore dei contribuenti che alla data del 28 dicembre 2011 avevano ottenuto il provvedimento di rateazione ma che erano decaduti dal beneficio a condizione che il debitore:
1. dimostrasse il peggioramento dello stato di temporanea difficoltà finanziaria rispetto al momento in cui era stata concessa la dilazione;
2. non avesse beneficiato precedentemente della proroga ai sensi della legge n. 10/2011.
In entrambe le dilazioni in proroga successive alla decadenza, il presupposto vincolante era quindi la dimostrazione del peggioramento della situazione di difficoltà posta a base della concessione della prima dilazione.
La proroga poteva:
a) essere richiesta una volta sola, per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi;
b) prevedere, su richiesta del contribuente, rate di importo variabile e crescente per ciascun anno, anziché un piano a rate costanti. 
 
Effetti derivanti dalla presentazione dell’istanza
In generale, la direttiva EQUITALIA 15.04.2011, n. 12, aveva fornito le istruzioni operative riferite alle dilazioni in proroga e valutato, in particolare, gli effetti derivanti dalla presentazione dell’istanza, in epoca antecedente o successiva alla data del 30 giugno 2011.
Per le domande presentate prima di tale data l’Agente della riscossione:

non revocava le misura cautelari adottate, nè avrebbe inibito l’Ente di esperire l’azioni di nuove azioni revocatorie o rinuncia a quelle avviate;

attribuiva comunque al debitore la qualifica di soggetto inadempiente ai fini del blocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione ai fini di cui all’art.48-bis, del DPR n.602/73 e del D.M. 18.01.2008, n. 40. Come noto, tale norma prevede l’obbligo, in capo alle Pubbliche Amministrazioni, prima di effettuare a qualunque titolo il pagamento di un importo superiore a € 10.000,00, di verificare se il beneficiario sia o meno inadempiente verso l’agente della riscossione, in relazione a cartelle di pagamento di importo superiore a € 10.000,00 e, in caso affermativo, non emettere il relativo mandato di pagamento e segnalare la circostanza allo stesso agente della riscossione …

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