La conformità del ricorso tributario

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 8 marzo 2014

il problema dell'attestazione di conformità del deposito di copia del ricorso o appello nella segreteria della commissione tributaria all'originale tra potere del giudice di controllare l'effettiva difformità e la contumacia del resistente o dell'appellato

Normativa

Il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 22, c. 3, che disciplina il deposito nella segreteria della commissione tributaria adita della copia del ricorso notificato mediante consegna o spedizione a mezzo del servizio postale, va interpretato nel senso che costituisce causa di inammissibilità del ricorso (di primo grado o di appello) non la mancanza di attestazione, da parte del ricorrente, della conformità tra l'atto depositato e l'atto notificato, ma solo la loro effettiva difformità, accertata d'ufficio dal giudice in assenza di attestazione.



Costituzione del resistente o l'appellato

Siffatto principio rispetta l'esigenza di ridurre al massimo le ipotesi d'inammissibilità in funzione dell'effettività della tutela giurisdizionale solo in presenza di costituzione del resistente o l'appellato, posto che, in tale situazione, la difformità tra i due esemplari di ricorso è suscettibile di essere contestata dalla parte costituita e, comunque, agevolmente rilevata dal giudice, attraverso il diretto raffronto del ricorso depositato con quello notificato, trattandosi di atti, entrambi, acquisiti in  giudizio.



Contumacia del resistente o dell'appellato

Il principio diviene, invece, assolutamente inappagante in ipotesi di contumacia del resistente o dell'appellato, giacché, in tale situazione, viene a mancare in radice, per la parte, ogni possibilità di riscontrare e denunciare la difformità e risulta, peraltro, impedita, al giudice, ogni effettiva possibilità di verifica ufficiosa della prescritta conformità, attraverso la diretta comparazione dell'esemplare depositato a quello notificato, dato che la contumacia del resistente o dell'appellato preclude l'acquisizione, del secondo esemplare, agli atti del giudizio. Atteso, inoltre, che, altrimenti, la prescritta formalità risulterebbe priva di qualsiasi reale funzione, deve, quindi, ineludibilmente ritenersi