La procedura esecutiva contro l'immobile in comproprietà

Nella prassi quotidiana capita di sovente, che solo uno dei comproprietari di un immobile risulti insolvente verso il Concessionario per debiti erariali o previdenziali. In tali casi, persistendo l’inadempienza del debitore, l’Agente della riscossione, generalmente, mette all’asta solo la (poco appetibile) quota indivisa tenuto conto che la procedura di espropriazione ex art. 599, c.p.c. dei beni in comunione tra più soggetti può svolgersi solo davanti al giudice dell’esecuzione.

I presupposti per il pignoramento da parte dell’Agente della riscossione
Si definisce pignoramento l’atto con il quale ha inizio l’espropriazione forzata. Esso consiste nel provvedimento di ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da ogni atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni ad esso assoggettati ed i frutti di essi, con l’avvertimento che qualsiasi atto compiuto su di esso sarà invalido.
La disciplina dell’espropriazione forzata ordinaria è contenuta nel Codice di procedura civile agli artt. 474 e seguenti.
In tema di riscossione delle imposte le procedure (speciali) di pignoramento dichiarano applicabili a quest’ultima in quanto non derogate e compatibili con la disciplina da esso dettata, le norme ordinarie.
Le regole dell’espropriazione esattoriale sono regolamentate dal D.M. 18.01.2008, n. 40, che prevede l’incasso diretto delle somme da parte degli agenti della riscossione, in seguito all’esito positivo della procedura di verifica.
Il procedimento è notevolmente più veloce rispetto a quello ordinario, in quanto:
a) non richiede la designazione di un difensore,
b) non necessita di essere autorizzazione dal Giudice dell’esecuzione,
c) non prevede la fissazione di un’udienza, con effetti sul carico giudiziale, risultando di conseguenza più opportuno, seppur senza produrre gli stessi effetti della procedura per eccellenza giudiziale.
d) non prevede la citazione del terzo pignorato, né il conseguente passaggio dal giudice dell’esecuzione,
e) il terzo è tenuto a effettuare il versamento in base all’atto ricevuto dall’agente della riscossione, senza che vi sia un’ordinanza di assegnazione dell’autorità giudiziaria.
Il procedimento esecutivo presenta, quindi, un carattere derogatorio rispetto alla disciplina del codice di procedura civile.
L’Agente della riscossione, ove il contribuente non abbia versato la somma iscritta a ruolo entro sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, ovvero novanta giorni dalla notifica dell’accertamento esecutivo, è legittimato ad avviare l’espropriazione forzata ben potendo scegliere se pignorare un bene immobile o un bene mobile o un credito del contribuente

Procedura di espropriazione immobiliare dell’Agente della riscossione
La procedura espropriazione immobiliare viene attivata dall’Agente della riscossione è regolata dagli artt. da 761 a 85 del D.P.R. 29.9.1973 n. 602.
Il pignoramento immobiliare inizia, secondo quanto previsto dall’art. 555, c. 2, del c.p.c., con la trascrizione dell’avviso di vendita nel quale si indicano esattamente con gli estremi richiesti dal codice civile per la individuazione dell’immobile ipotecato, i beni e i diritti immobiliari che si intendono sottoporre a esecuzione; e prosegue con la notifica al debitore dell’ingiunzione indicata nell’articolo 492, c.p.c.
L’ufficiale giudiziario intima, pertanto, il debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano all’espropriazione e i frutti di essi.
L’avviso di vendita, ai sensi dell’art. 78 c. 1 del D.P.R. 602/1973, è notificato, entro 5 giorni dalla sua trascrizione, al soggetto nei cui confronti si procede; in caso di mancata notificazione non si può procedere alla …

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