La telematizzazione delle procedure fallimentari

Con la legge di conversione 17 dicembre 2012 n. 221 (pubblicata in G.U. il 18 dicembre 2012) è stato definitivamente approvato il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (c.d. “Decreto Sviluppo bis”) recante “ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” ed il relativo art. 17 che ha apportato delle importanti modifiche alle procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria) in tema di comunicazioni e di deposito delle domande di insinuazione al passivo. Le novità introdotte implicano un notevole impatto sui modelli organizzativi dei curatori e dei commissari e devono essere lette nell’ottica di semplificare e velocizzare le comunicazioni tra le parti nelle procedure concorsuali, nonché in quella di ridurre i costi di gestione, mediante l’utilizzo generalizzato della PEC. Viene, difatti, introdotta in modo massiccio la posta elettronica certificata (PEC). L’obiettivo di questa informatizzazione è quello di eliminare definitivamente la carta ed arrivare anche nella procedura fallimentare e concorsuale a quanto già applicato nel processo civile.
 
Le modifiche proposte riguardano essenzialmente i seguenti punti:

la notifica telematica del ricorso per la dichiarazione di fallimento;

l’obbligo per il curatore (e per gli organi delle altre procedure concorsuali) di effettuare le comunicazioni ai creditori per via telematica ed il correlativo obbligo in capo ai creditori di indicare al curatore il loro indirizzo di posta elettronica certificata (PEC);

l’obbligo, per i creditori (e per i titolari di diritti su beni), di presentare la domanda di insinuazione al passivo al curatore, per via telematica tramite PEC.

 
La notifica telematica del ricorso per la dichiarazione di fallimento
La notifica del ricorso prefallimentare richiede spesso tempi lunghi, incompatibili con le esigenze di celerità del procedimento. Ciò si verifica quando, presso la sede legale, non vi è più alcun soggetto  abilitato a ricevere l’atto, ma anche quando la notifica è eseguita a mezzo del servizio postale, con conseguente necessità di attendere la ricezione dell’avviso di ricevimento. Inoltre spesso non è reperibile neanche il legale rappresentante e, pertanto, è frequente la necessità di disporre un differimento dell’udienza prefallimentare.
A seguito delle novità introdotte dal Decreto Sviluppo bis, a partire dal 1° gennaio 2014 la notificazione dei ricorsi per la dichiarazione di fallimento dovrà essere effettuata direttamente dalla cancelleria all’indirizzo Pec dell’impresa debitrice, anche ditta individuale. Questa modalità di notifica si applicherà a tutti gli imprenditori-debitori (sia individuali che societari) perché per i primi l’obbligo di munirsi della PEC è introdotto in altro articolo del medesimo decreto legge (c.d. Agenda Digitale) e per i secondi è già effettivamente in vigore, in forza dell’art. 16, comma 6, del D.L. n. 185/2008, sin dal novembre 2011. Quindi il ricorso ed il decreto di convocazione sono notificati, a cura della cancelleria, all’indirizzo di posta elettronica certificata del debitore che risulti dal registro delle imprese.
L’indirizzo Pec verrà recuperato dal Registro delle imprese ovvero dall’indice nazionale degli indirizzi Pec di imprese e professionisti. Qualora questo non fosse attuabile per mancanza dell’indirizzo Pec, la notifica del ricorso sarà effettuata a cura del creditore tramite l’ufficiale giudiziario presso la sede dell’impresa risultante dal Registro delle imprese.
Se l’impresa non è reperibile all’indirizzo della sede sociale l’ufficiale giudiziario depositer&agrave…

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