I contribuenti potranno gestire l’IVA per cassa già da Dicembre 2012

Generalità

Il nuovo regime dell’IVA per cassa, sostitutivo del medesimo regime introdotto dall’art. 7 della L. n. 185/2008, sarà applicabile a partire dal 01/12/2012 e non dal 01/01/2013. Così stabilisce l’art. 8 del decreto attuativo dell’11 ottobre 2012 del Ministero dell’Economia, in corso di pubblicazione.  

Il Governo anticipando quella che sembrava la decorrenza naturale del provvedimento posta al 01/01/2013, ha permesso ai contribuenti in possesso dei requisiti di legge  – in particolare i soggetti con volume d’affari annuo non superiore a 2 milioni di euro –  di avvalersi del regime contabile istituito dall’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012, già per le operazioni effettuate dal prossimo 01/12/2012, previa opzione preventiva, le cui modalità saranno specificate con apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

L’IVA per cassa per l’impresa optante

Analizzando i principali passaggi della nuova normativa  – molto attesa dagli operatori economici che così potranno differire il versamento dell’IVA al momento dell’incasso delle fatture e in proporzione alla quota di esse incassata e comunque non oltre l’anno dall’effettuazione dell’operazione – notiamo la simmetria di trattamento dell’IVA dovuta sulle proprie forniture, che risulterà sospesa fino al pagamento delle forniture medesime e in proporzione alla quota pagata e comunque entro l’anno dalla registrazione dell’operazione.  In altri termini, l’opzione dell’IVA per cassa attiverebbe una gestione del tributo proporzionale ai flussi di cassa in entrata ed in uscita, con posticipazione per l’impresa optante del versamento/detrazione dell’IVA al verificarsi del movimento monetario di entrata e di uscita, con un termine massimo di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione[1].

L’IVA detraibile per l’impresa che acquista

Per l’impresa che acquista da un soggetto che ha optato per il regime dell’IVA per cassa, non cambia nulla, in quanto continuerà a detrarre l’IVA sugli acquisti dal momento della registrazione del documento d’acquisto, indipendentemente dal pagamento della stessa.

Adempimenti tributari conseguenti all’opzione

L’art. 4 del decreto stabilisce che per le operazioni attive restano immutati gli obblighi stabiliti dal Decreto IVA, e dunque, in primo luogo, quello di fatturazione e di registrazione delle operazioni, le quali concorrono a formare il volume d’affari del contribuente nell’anno di effettuazione, indipendentemente dall’incasso.

Corre l’obbligo di precisare che il differimento riguarda soltanto l’esigibilità dell’imposta, che sarà computata nella liquidazione periodica del mese o trimestre nel corso del quale è incassato il corrispettivo. La contabilizzazione secondo il criterio “di cassa”, dunque, non sostituisce, ma si aggiunge, alla contabilizzazione secondo gli ordinari criteri collegati all’effettuazione dell’operazione, determinando complicazioni gestionali che comporteranno un maggior costo della lavorazione contabile, specie in rapporto ai soggetti “semplificati” per i quali si dovrà attivare una gestione parzialmente ordinaria dei movimenti contabili.   

Le procedure concorsuali e l’IVA per cassa

Il limite temporale di un anno per il differimento dell’esigibilità non opera qualora, prima del decorso di tale termine, il cessionario/committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali. Nessuna deroga è prevista, invece, per le procedure esecutive individuali, per le quali continua a valere il predetto limite temporale.

Pagamenti parziali

Per i pagamenti parziali, utilizzando la soluzione già adottata con riferimento al citato art. 7 del D.L. n. 185/2008, l’art. 4 del decreto stabilisce che, nel caso di incasso parziale del corrispettivo, l’IVA si rende esigibile nella misura corrispondente al rapporto fra l’importo incassato e il corrispettivo complessivo dell’operazione. Il medesimo criterio è enunciato nel successivo art. 5 con riguardo alla determinazione pro-quota dell’IVA detraibile sugli acquisti in ipotesi…

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