La sicurezza del lavoro dopo l’avvio del Testo Unico


Il Testo Unico della sicurezza sul lavoro (81/2008) costruisce il modello prevenzionale su due specifiche esigenze: una nuova concezione della sicurezza sul lavoro che vuole la valutazione dei rischi e la compilazione del relativo documento come fase iniziale sulla quale si modellano i processi di progettazione dei sistemi aziendali della sicurezza e la formazione; la responsabilità amministrativa (in realtà penale) delle società e degli enti in genere, che include tra i reati anche le ipotesi delle lesioni gravi e gravissime e dell’omicidio colposo conseguenti alla violazione della normativa antinfortunistica.

Il quadro normativo è abbastanza complesso e bisognoso di adattamenti in funzione delle specificità delle realtà aziendali minori. Per colmare questo “vuoto” regolamentare, l’INAIL, in collaborazione con le organizzazioni sindacali confederali dei datori di lavoro e dei lavoratori ha emanato le “Linee di indirizzo Sgsl Mpi” utili ad indirizzare le micro e piccole imprese nel sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (Sgssl). Si tratta di un percorso metodologico sviluppato in base delle “Linee guida UniInail” del 28 settembre 2001, di cui ne costituisce un’appendice operativa, che offre il vantaggio di essere stato elaborato tenendo conto anche delle BS OHSAS 18001:2007. Il percorso metodologico non richiama le procedure gestionali classiche, ma si articola secondo un flusso procedurale finalizzato a facilitare il compito del datore di lavoro nell’attuare e tenere sotto controllo tutte le sue responsabilità e le attività richieste da un Sgssl.

Si compone di sei parti:

 

  1. ruoli e responsabilità;
  2. politica Ssl;
  3. pianificazione;
  4. attuazione;
  5. verifica;
  6. riesame del sistema.

 

Nel documento, la politica aziendale della sicurezza sul lavoro viene definita come “un insieme di principi seguiti dall’azienda che esprimono l’impegno del datore di lavoro per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro e il percorso di sviluppo per realizzare tale miglioramento”.

La prima fase dell’analisi si focalizza sui seguenti aspetti:

 

  • caratteristiche dell’azienda, della sua organizzazione e del contesto in cui è inserita;
  • dati di precedenti eventi negativi (incidenti, infortuni, malattie professionali, emergenze);
  • indicatori di criticità come, ad esempio, l’assenteismo;
  • conoscenza ed informazioni sulle attività lavorative ed individuazione e descrizione dei processi aziendali;
  • valutazione dei rischi dell’azienda;
  • autorizzazioni, documenti e certificati aziendali;
  • legislazione applicabile.

 

La fase successiva consiste nell’identificazione e la gestione della normativa applicabile e la documentazione necessaria per strutturare il sistema. Sono previste attività di aggiornamento e compilazione di documenti.

Per i documenti di sistema i requisiti previsti sono: 

 

  • comprensibilità;
  • correttezza;
  • aggiornamento e disponibilità nel formato più idoneo per le persone interessate.

 

La documentazione e le registrazioni devono essere gestite stabilendo delle regole per quanto riguarda le modalità di comunicazione e rintracciabilità, il sistema di conservazione e di controllo, le modalità di revisione necessarie specialmente in caso di cambiamenti organizzativi, tecnici, strutturali, dei processi.

Un ruolo strategico hanno la formazione e la comunicazione. Tutte le figure della prevenzione dovranno essere sottoposte alla verifica del livello di apprendimento; tali attività andranno definite nel progetto formativo elaborato secondo i contenuti minimali dell’Accordo  Stato Regioni del 21 dicembre 2011.

La comunicazione deve essere di tipo bidirezionale: diffusione di informazioni sull’organizzazione della sicurezza e su chi siano i soggetti che hanno incarichi specifici in materia e le misure e le procedure adottate; raccolta di osservazioni, commenti e proposte, dai lavoratori e dagli altri soggetti interessati.

Un punto delicato trattato dalle linee guida riguarda, poi, la verifica “….. del raggiungimento degli obiettivi prefissati e della funzionalità del Sgssl stesso, utile a valutare l’effettiva attuazione del sistema e la sua efficacia”. Si tratta di sorveglianza volta al monitoraggio continuo sulle principali attività messe in atto dall’impresa che hanno ricadute sulla salute e sicurezza sul lavoro e in attività di audit interno per stabilire la conformità del sistema, se correttamente applicato, mantenuto attivo ed in grado di raggiungere gli obiettivi. Tale processo può svolgersi sia in autocontrollo da parte dell’operatore addetto o dal preposto, sia da parte del datore di lavoro/Rspp, sia, se il caso lo richieda, tramite il ricorso a risorse esterne  all’impresa. Per l’audit interno dopo averne richiamato gli obiettivi, viene suggerito di farne uno almeno una volta l’anno per valutare se il sistema è conforme a quanto pianificato, correttamente attuato ed efficace a raggiungere gli obiettivi prefissati. In caso di infortuni, o mancati incidenti, si rende necessario svolgere audit straordinari.

Sono previsti incentivi finanziari all’adozione del Sgssl. Le aziende che si mettono in regola possono godere di una riduzione dei premi INAIL. Il datore di lavoro potrà richiedere l’agevolazione  presentando un’apposita istanza entro il 28 febbraio dell’anno per il quale la riduzione è richiesta. Inoltre, l’implementazione di un Ssgsl rientra tra gli interventi finanziabili ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del Dlgs n. 81/2008, secondo la disciplina regolamentare prevista dal bando ISI INAIL.

26 marzo 2012

Angelo Facchini


Partecipa alla discussione sul forum.