IRAP e liberi professionisti

I liberi professionisti pagano l’Irap anche se la loro organizzazione è “modesta”.
Con la sentenza n. 19688 del 27 settembre 2011, la Corte di Cassazione riesamina il concetto giurisprudenziale di autonoma organizzazione, sancendo che un professionista è soggetto al prelievo fiscale anche se la sua struttura è minimale.
 
Premessa
I liberi professionisti pagano l’Irap anche se la loro organizzazione è “modesta”.
Con la sentenza n. 19688 del 27 settembre 2011, la Corte di Cassazione riesamina il concetto giurisprudenziale di autonoma organizzazione, sancendo che un professionista è soggetto al prelievo fiscale anche se la sua struttura è minimale.
 
Irap e “autonoma organizzazione”
Irap
Ai sensi dell’art. 2, D.Lgs. 446/1997, il presupposto dell’imposta è l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.
 
Autonoma organizzazione
L’autonoma organizzazione ricorre quando il contribuente:

sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;

impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione;

si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui (non vanno considerati i praticanti).

 
Al di fuori di questi requisiti, il lavoratore autonomo non può essere sottoposto a prelievo Irap.
 
In base al dato testuale, come regola generale, ai fini dell’integrazione del presupposto del tributo devono concorrere una serie di elementi che sono:

l’esercizio di un’attività;

l’abitualità;

l’autonoma organizzazione;

lo scopo.

 
Esercizio di una attività
Analizzando sinteticamente gli elementi sopra indicati si rileva che sono soggetti ad Irap coloro che svolgono una attività, cioè una serie coordinata di atti caratterizzata da uno specifico scopo: la produzione o lo scambio di beni, ovvero la prestazioni di servizi.
 
Abitualità
L’attività, inoltre, deve essere abituale, cioè non occasionale, ovvero svolta con carattere professionale. La professionalità non richiede neppure che l’attività svolta sia unica o principale, essendo possibile il contemporaneo svolgimento di altre attività (ad esempio, l’avvocato che è anche professore ordinario legato da un rapporto di lavoro dipendente con l’Università presso cui insegna).
 
Autonomia
L’organizzazione è l’elemento qualificante ai fini dell’assoggettamento ad Irap, ma anche quello che crea maggiori problemi soprattutto perché manca nella norma un criterio quantitativo predeterminato che individui gli elementi concorrenti alla definizione del concetto stesso.
La norma sottintende che l’autonoma organizzazione escluda dall’Irap, oltre i collaboratori coordinati e continuativi, tutti coloro che prestano la propria attività all’interno di strutture organizzate di altri soggetti, benché titolari di partita Iva.
In queste situazioni, infatti, non si realizza quel coordinamento, organizzazione e disponibilità di fattori produttivi su cui si fonda, invece, il presupposto dell’Irap. Autonomia, quindi, intesa nel senso che il contribuente deve essere: “responsabile dell’organizzazione” e non “inserito in strutture organizzative riferibili all’altrui responsabilità ed interessi”.
 
Organizzazione
Quanto all’organizzazione, invece, è necessario che l’attività venga svolta con l’utilizzo di fattori idonei ad accrescerne la produttività e ciò si verifica quando ci si avvale non occasionalmente di …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in alto a destra. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it