Non residente: no alle detrazioni per figli a carico

È possibile far valere le detrazioni per figli a carico per i soggetti non residenti, anche se di cittadinanza italiana? Sì, ma solo a determinate e circostanziate condizioni, mentre normalmente ciò non è concesso, sulla base del disposto dell’art. 24 del TUIR.
Vediamo meglio i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate forniti con risposta a un interpello sul tema.

non residente detrazioni figliDetrazioni per figli a carico: il caso del non residente

Il residente all’estero, pur se di cittadinanza italiana, può far valere in dichiarazione dei redditi le detrazioni per figli a carico?

A tale interrogativo risponde l’Agenzia delle entrate con la Risposta a Interpello n. 207 del 9 luglio 2020.

L’istante, di nazionalità italiana, ma residente all’estero da diversi anni, presenta la dichiarazione dei redditi in Italia in quanto è proprietario di due immobili affittati per i quali versa l’imposta di registro.

Il dubbio sorge in relazione alla possibilità di far valere nella dichiarazione dei redditi italiana la detrazione per figli a carico.

 

Fiscalmente residente: quando avviene

A tale quesito risponde l’Agenzia delle Entrate, la quale chiarisce con la Risposta a Interpello n. 207 del 9 luglio 2020 come bisogna comportarsi nel caso in esame. In particolar modo l’Agenzia prima di addentrarsi nella specifica esegesi del quesito, chiarisce come ai sensi del DPR n. 917/1986 (TUIR), art. 2, comma 1, per soggetti passivi d’imposta s’intendono non solo i residenti nel territorio dello stato ma anche i non residenti, indipendentemente dalla loro cittadinanza.

Il comma successivo del medesimo articolo prevede poi che si ritengono residenti nel territorio dello stato quei soggetti che per la maggior parte del periodo d’imposta sono iscritti nelle anagrafi della popolazione residente, ovvero che hanno nel territorio dello stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile.

Se quindi, durante il periodo d’imposta si verifica che il soggetto per la maggior parte di tale arco temporale:

  • è iscritto nelle anagrafi della popolazione residente;
     
  • ha eletto il domicilio o la residenza nel territorio italiano;

allora tale soggetto verrà considerato fiscalmente residente nel territorio italiano.

Attenzione però, perché basta che si verifichi anche una sola di queste condizioni e si avrà la residenza fiscale in Italia, la quale invece è ritenuta assente quando nessuna di queste condizioni è soddisfatta.

Quando un soggetto è fiscalmente residente, l’imposta verrà applicata sull’ammontare dei redditi percepiti, ovunque prodotti.

Quando invece il soggetto non è fiscalmente residente, l’imposta si applica solamente sui redditi prodotti all’interno del territorio nazionale.

 

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

Dopo aver chiarito quando un soggetto si intende residente fiscalmente in Italia, l’Amministrazione Finanziaria chiarisce che per i soggetti fiscalmente non residenti, ai sensi del TUIR, art. 24, comma 1, l’imposta si applica sul reddito complessivo, ossia quello costituito dai soli redditi prodotti nel territorio dello Stato e sui redditi tassati separatamente, salvo quanto disposto dai successivi commi 2 e 3 del medesimo articolo.

Si arriva dunque così al fulcro del problema, ossia la possibilità o meno di far valere le detrazioni per figli a carico: il terzo comma dell’art. 24 del TUIR infatti indica quali sono le detrazioni che possono essere scomputate dall’imposta lorda dovuta dai soggetti non residenti.

Tra queste, non sono contemplate le detrazioni per carichi di famiglia, all’interno delle quali sono ricomprese quelle per figli a carico, disciplinate dall’articolo 12 del TUIR.

Ciò comporta che il soggetto, pur se di cittadinanza italiana, non può avvalersi della detrazione per figli a carico se non fiscalmente residente.

 

Quando è possibile fruire delle detrazioni figli a carico

A integrazione di quanto chiarito, l’Agenzia delle Entrate tratta però un ultimo punto, ossia quando invece è possibile far valere in dichiarazione dei redditi le detrazioni per figli a carico.

In sostanza, a seguito del Decreto MEF del 21 settembre 2015 – che ha dato attuazione all’art. 7 della L. n. 161/2014 – è stato introdotto il comma 3-bis all’art. 24 del TUIR (successivamente modificato con l’art. 1, comma 354, lett. c) della L….

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