Il commercialista non risarcisce senza delega: mancata opzione regime agevolato

Il contribuente che versa più imposte non può essere risarcito dal commercialista se non lo ha autorizzato ad aderire al regime IVA agevolato. Ecco l’ordinanza della Cassazione sul caso di un’agenzia di viaggi che ha richiesto risarcimento al commercialista per non aver applicato il regime IVA ex art. 74 ter/633

ordinanza cassazione agenzia viaggi chiede risarcimento commercialistaIl contribuente (nel caso in esame, un’agenzia di viaggi) che versa più imposte non può ottenere il risarcimento al commercialista se non lo ha autorizzato ad aderire al regime agevolato.

Infatti per poter beneficiare del regime agevolativo di cui all’art. 74 ter, comma 2, del Dpr n. 633/1972, il contribuente (agenzia di viaggi) deve essere in possesso dell’autorizzazione di cui all’art. 9 della legge n. 217/1983 (Cass. n. 21944/2019).

 

Agenzie viaggi e regime speciale IVA: normativa di riferimento

 

L’art. 74 ter del Dpr n. 633/1972 stabilisce che le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e di turismo costituiscono una prestazione di servizi unica, anche se le stesse siano rese dalle predette agenzie tramite mandatari ma non a quelle che agiscono in nome e per conto dei clienti.

Tale disposizione disciplina, in sostanza, il regime speciale Iva per le agenzie di viaggio e i tour operator che vendono pacchetti turistici ai clienti.

Trattasi di attività che organizzano e vendono in proprio o tramite rappresentanti (mandatari con rappresentanza) pacchetti turistici (art. 2 D.Lgs. n. 111/95) ed hanno ad oggetto più prestazioni dietro pagamento di un corrispettivo che rappresenta un’unica operazione. In tale modo il corrispettivo percepito dal cliente viene confrontato con i costi sostenuti dall’agenzia di viaggio per le prestazioni si servizi effettuati da terzi e l’acquisto di beni.

 

Metodi di liquidazione dell’IVA 

 

In particolare, l’agenzia di viaggio in base all’attività svolta applica il metodo di liquidazione dell’Iva “base a base” oppure il metodo ordinario di liquidazione “imposta da imposta”.

Il regime “base a basenon si applica, invece, alle agenzie di viaggio che svolgono attività di mera intermediazione nei confronti dei clienti: in tale ipotesi è applicabile l’ordinario criterio di determinazione dell’imposta fondato sul sistema detrattivo “imposta da imposta”.

La legge quadro per il Turismo n. 217 del 1983 prevede al primo comma dell’art.9 che sono agenzie di viaggio e turismo le imprese che esercitano attività di produzione, organizzazione di viaggi e soggiorni, intermediazione nei predetti servizi o anche entrambe le attività e che “l’esercizio delle attività di cui al comma precedente è soggetto ad autorizzazione regionale, previo accertamento del possesso da parte del richiedente dei seguenti requisiti professionali”.

 

Il caso: agenzia viaggi chiede risarcimento danni al commercialista

 

Nel caso di specie la società ricorrente, esercente attività di agenzia di viaggi, ha affidato l’incarico di curare la contabilità ad una commercialista, emergendo che quest’ultima aveva commesso errori nella tenuta della contabilità stessa.

Conseguentemente la società ha proposto ricorso dinanzi al Tribunale chiedendo il risarcimento dei danni subiti in quanto la commercialista non aveva tenuto conto del diverso regime fiscale previsto dall’art. 74 ter del Dpr n. 633/1972 per le prestazioni erogate dalle agenzie di viaggio.

La sentenza di primo grado è stata impugnata dalla commercialista il cui appello è stato accolto dai giudice di secondo grado.

La società ha proposto ricorso per cassazione.

 

Per beneficiare del regime IVA agevolativo ex art. 74 ter è necessaria l’autorizzazione

 

La Corte ha ritenuto che l’Agenzia di viaggio al fine di beneficiare del regime agevolativo di cui all’art. 74 ter del Dpr n. 633 del 1972 deve essere abilitata, innanzitutto, all’esercizio della sua attività, e quindi avere l’autorizzazione di cui all’art. 9 della legge n. 217/1983 (che abilita all’esercizio).

Sarebbe, quindi, illogico che il legislatore da una parte vieta di esercitare l’attività senza autorizzazione e nello stesso tempo consente, sempre senza autorizzazione di usufruire del regime “agevolativo” di cui al citato art. 74 ter.

Pertanto, i giudici hanno sostenuto, contrariamente a quanto affermato…

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