Comunicazione obbligatoria intermittenti 2019: attenzione agli errori

L’Ispettorato del Lavoro fornisce chiarimenti in relazione a una problematica sorta in sede di comunicazione dei lavoratori intermittenti della cui prestazione si intende avvalersi il datore: tale errore comporta che se all’interno di ciascuna mail vengono caricati più allegati, i dati dei lavoratori non vengono correttamente caricati in banca dati con la conseguenza che gli ispettori potrebbero contestare un illecito.
La Nota dell’Ispettorato fornisce così una soluzione provvisoria, specificando che gli organi ispettivi dovranno tenere conto della problematica e interpellare di volta in volta la Direzione Generale dei sistemi informativi per conoscere se la comunicazione, pur se con errore bloccante, è stata realmente inviata.

 

Il lavoro intermittente

comunicaizone obbligatoria intermittenti 2019Con il Decreto Legislativo n. 81/2015, art. 13 e ss., è stato riformato l’istituto del lavoro intermittente, definito anche come job on call, ovvero ancora “lavoro a chiamata”: tali espressioni la dicono lunga sulla tipologia di lavoro che si va a instaurare, con un contratto di lavoro che si basa proprio sulla “chiamata” da parte del datore di lavoro al lavoratore intermittente.

Questa tipologia contrattuale (che è diffusa solamente nel settore privato e non trova applicazione nei rapporti di lavoro con le Pubbliche Amministrazioni) comporta che un lavoratore si mette a disposizione di un datore di lavoro, il quale può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente, sulla base delle esigenze individuate dai contratti collettivi, anche qualora le prestazioni richieste derivano da specifici picchi di attività, nell’arco della settimana, del mese oppure dell’anno.

 

Soggetti interessati al lavoro intermittente

Tale tipologia contrattuale prevede che il contratto possa essere stipulato solamente con lavoratori:

  1. con età superiore a 55 anni;
  2. con soggetti con meno di 24 anni di età, sempreché le prestazioni contrattuali possono essere svolte entro il venticinquesimo anno di età.

 

Limiti temporali del lavoro intermittente

Il rapporto di lavoro intermittente comporta che per ciascun lavoratore non deve essere superata la soglia massima di 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di 3 anni; qualora tale periodo di 3 anni venga superato, il rapporto si converte in automatico in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

 

Limiti di utilizzo del lavoro intermittente

Il lavoro intermittente non può essere utilizzato:

  1. per sostituire lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
  2. presso unità produttive nelle quali, nei 6 mesi precedenti, siano avvenuti licenziamenti collettivi che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni a cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente;
  3. da parte di datori di lavoro che non abbiano previamente predisposto il DVR.

 

Le comunicazioni obbligatorie per il lavoro intermittente

Per poter accedere al lavoro intermittente è necessario effettuare specifiche comunicazioni, senza le quali il contratto non può essere attivato.

 

Comunicazione alle rappresentanze sindacali

Una prima comunicazione è quella per la quale il datore di lavoro è tenuto a informare annualmente le rappresentanze sindacali aziendali (RSA) ovvero la rappresentanza sindacale unitaria (RSU) sull’andamento del ricorso al contratto di lavoro intermittente.

 

Comunicazione all’Ispettorato del Lavoro

La seconda comunicazione invece è quella che riguarda proprio l’utilizzo di tale lavoratore: infatti, prima dell’inizio della prestazione lavorativa ovvero di un ciclo di attività lavorative per un periodo non superiore a 30 giorni, il datore di lavoro è tenuto a comunicare all’Ispettorato del Lavoro la durata della lavorazione. 

In caso di violazione degli obblighi di comunicazione, scatta una sanzione amministrativa per ciascun lavoratore per cui la comunicazione è stata omessa.

 

Istruzioni per la comunicazione obbligatoria del lavoro intermittente

In particolare, si prevede l’invio tramite email della comunicazione all’Ispettorato del Lavoro per l’attivazione del ciclo di lavoro intermittente.

Per fare ciò, è necessario seguire le istruzioni fornite dal Ministero del Lavoro all’interno del manuale utente “Guida all’invio e-mail intermittenti”.

Secondo le istruzioni, dopo aver scaricato il modello nell’area del portale Cliclavoro, è necessario:

  • riempire i campi,
  • generare il file in formato XML
  • e inviarlo per email;

alternativamente, il PDF compilato può essere salvato sul desktop e successivamente allegato alla e-mail, la quale dovrà essere inviata all’indirizzo email “intermittenti@pec.lavoro.gov.it”.

 

Invio Modello Uni-intermittenti

Due sono le…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it