Asse.Co.: l’asseverazione contributiva e retributiva delle imprese

L’Asse.Co. è l’asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro e certifica, appunto, la regolarità delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro promuovendo, al tempo stesso, la cultura della legalità. Esso può essere definito come un sistema di verifica volontario mediante il quale il datore di lavoro richiede liberamente di “essere verificato” al fine dell’ottenimento dell’asseverazione della conformità dei rapporti di lavoro.

Impresa, società, amministrazioneL’Asse.Co. è l’asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro e certifica, appunto, la regolarità delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro promuovendo, al tempo stesso, la cultura della legalità. Esso può essere definito come un sistema di verifica volontario mediante il quale il datore di lavoro richiede liberamente di “essere verificato” al fine dell’ottenimento dell’asseverazione della conformità dei rapporti di lavoro.

Nasce da un protocollo d’intesa [1] siglato tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro che è stato poi successivamente rinnovato con un protocollo d’intesa [2] tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Le finalità che l’Asse.Co. si propone possono essere enucleate come segue:

  • Diffusione della cultura di legalità delle imprese proprio perché Asse.Co. rappresenta un marchio di legalità per le imprese certificate;
  • Semplificazione degli adempimenti necessari al datore di lavoro per dimostrare a terzi la regolarità contributiva della propria impresa;
  • Orientamento dell’attività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • Avvio di un sistema di verifica ed eventuale autocorrezione delle imprese in materia di regolarità retributiva e contributiva;
  • Utilizzo di Asse.Co. da parte di soggetti, pubblici e privati, per riconoscere e selezionare i datori di lavoro che adottano, nella gestione completa delle proprie risorse umane, regolarità nei comportamenti.

Come avviare e come si svolge il procedimento di asseverazione

Il procedimento di asseverazione può essere avviato solo dai Consulenti del Lavoro asseveratori che svolgano l’attività in forma di lavoro autonomo (per garantirne indipendenza e terzietà) e che risultino appositamente formati rispetto alle procedure di asseverazione. Nella sezione “asseco” del sito web dei Consulenti del Lavoro [3] è presente l’elenco completo dei Consulenti del Lavoro asseveratori.

Come accennato in precedenza la richiesta di asseverazione è libera e volontaria: essa va rivolta ad un Consulente del Lavoro asseveratore da parte del datore di lavoro inteso nel senso più ampio (qualunque soggetto, pubblico o privato, che sia titolare di almeno un rapporto di lavoro). Si tratta di un meccanismo per cui il datore di lavoro si inserisce in un sistema di verifica volontaria ed in modo trasparente permette di essere verificato da un Consulente del Lavoro asseveratore che ne ha accettato l’incarico.

L’asseveratore che avvia la procedura a seguito della richiesta può essere anche il Consulente del Lavoro di fiducia del datore di lavoro purché lo stesso abbia una anzianità minima di iscrizione all’ordine di 24 mesi e risulti appositamente formato e presente nell’elenco degli asseveratori.

Il professionista, accettato l’incarico,  lo comunica al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e avvia l’iter di asseverazione inviando, attraverso una apposita piattaforma informatica le seguenti dichiarazioni:

  1. dichiarazione di responsabilità, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, rilasciata dal datore di lavoro ovvero dal soggetto delegato alla gestione del personale, in ordine alla non commissione di illeciti, in materia di lavoro minorile [4], tempi di lavoro [5], lavoro nero [6], sicurezza sul lavoro [7] e più in generale di quanto non a conoscenza del professionista;
  2. dichiarazione di responsabilità, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, del Consulente del Lavoro asseveratore in ordine alla verifica della sussistenza dei requisiti per il rilascio del DURC [8] (documento unico di regolarità contributiva) ed al rispetto della contrattazione collettiva [9].

Il datore di lavoro, il soggetto delegato alla gestione del personale nonché il Consulente del lavoro asseveratore che rilascino dichiarazioni non veritiere, sono responsabili penalmente ai sensi…

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