Negli appalti pubblici la soglia di anomalia va calcolata operando il ‘taglio delle ali’ in modo definitivo

di Fulvio Graziotto

Pubblicato il 3 maggio 2018



Appalti pubblici: la verifica dell’anomalia dell’offerta è tesa a evitare che offerte troppo basse espongano l’amministrazione al rischio di esecuzione della prestazione in modo irregolare e qualitativamente inferiore a quella richiesta, con la conseguenza di far sorgere contestazioni e ricorsi

La verifica dell’anomalia dell’offerta è tesa a evitare che offerte troppo basse espongano l’amministrazione al rischio di esecuzione della prestazione in modo irregolare e qualitativamente inferiore a quella richiesta, con la conseguenza di far sorgere contestazioni e ricorsi.

L’amministrazione deve aggiudicare l’appalto a soggetti che abbiano presentato offerte che, avuto riguardo alle caratteristiche specifiche della prestazione richiesta, risultino complessivamente proporzionate sotto il profilo economico all’insieme dei costi, rischi ed oneri che l’esecuzione della prestazione comporta a carico dell’appaltatore con l’aggiunta del normale utile d’impresa affinché la stessa possa rimanere sul mercato.

Occorre contemperare l’interesse del concorrente a conseguire l’aggiudicazione formulando un’offerta competitiva con quello della stazione appaltante ad aggiudicare al minor costo senza rinunciare a standard adeguati ed al rispetto dei tempi e dei costi contrattuali.

Lo spirito del meccanismo del "taglio delle ali", che risponde all’esigenza di porre rimedio al fenomeno delle offerte largamente e palesemente disancorate dai valori medi, presentate al solo scopo di condizionare pesantemente le medie, implica che le offerte "tagliate" non vadano reinserite nelle successive operazioni d