Legittima l’estensione del giudicato favorevole per i condebitori rimasti inerti

L’annullamento della pretesa impositiva ottenuto da uno dei condebitori esplica i suoi effetti verso tutti i condebitori rimasti inerti, in quanto tale annullamento investe l’atto impositivo, che pur se notificato a tutti i condebitori, rimane unico.

È questo il principio che emerge dalla lettura dell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 3204 del 9 febbraio 2018.

Il caso

Il caso trae origine da un avviso di rettifica e liquidazione in ordine ad una compravendita immobiliare, notificata sia al venditore che all’acquirente.

L’atto veniva impugnato solo dall’acquirente e i giudici di secondo grado, con sentenza definitiva, rideterminavano il valore.

Per la Corte, l’annullamento dell’atto impositivo ovvero la riduzione del valore ottenuto dal condebitore opponente esplica effetti verso tutti i condebitori non opponenti, in quanto l’annullamento o la riduzione colpisce l’atto, che rimane unico, pur se notificato a tutti i condebitori.

Brevi note

Il principio espresso dai massimi giudici nella sentenza che si annota ha trovato un ulteriore conferma nella successiva sentenza della Corte di Cassazione, n. 9210 del 13 aprile 2018.

Per la Corte è rilevante il principio di cui all’art. 1306 del codice civile, secondo cui i condebitori possono opporre al creditore la sentenza pronunziata tra il creditore stesso ed uno dei condebitori in solido (salvo che sia fondata su ragioni personali del condebitore), principio che viene, secondo la costante giurisprudenza esteso ai rapporti relativi all’imposta di registro (v. Cass.S.U. n. 7053; Cass. n. 3306 del 2003; Cass. n. 10202 del 2003): “In tema di solidarietà tributaria (nella fattispecie per imposta di registro), qualora uno dei coobbligati, insorgendo avverso l’avviso di accertamento, ottenga un giudicato riduttivo del maggior valore accertato, non è precluso all’altro coobbligato, pur rimasto inerte di fronte all’avviso di accertamento ed all’avviso di liquidazione, di opporre all’amministrazione, in sede di impugnazione della cartella di pagamento, tale giudicato favorevole (salva l’irrepetibilità di quanto versato), ai sensi dell’art. 1306, secondo comma, c.c.

La prevalenza dell’unitarietà dell’obbligazione solidale nascente dallo stesso titolo sul suo aspetto pluralistico, sancita dal citato art. 1306 c.c., opera, infatti, sul piano processuale che deroga ai limiti soggettivi del giudicato e ne consente l’estensione, prescindendo dalle vicende extraprocessuali relative alla situazione sostanziale in cui versa il condebitore inerte, il quale perciò non incontra limiti diversi da quelli costituiti dal giudicato diretto o da preclusioni processuali” (Cass. n. 12401 del 2003; Cass. n. 18025 del 2004; Cass. n. 28881 del 2008), nel senso che l’opponibilità al creditore del giudicato esterno, favorevole al condebitore rimasto estraneo al giudizio, può operare con l’unica limitazione della eventuale definitiva soccombenza del condebitore, che intende avvalersi del giudicato, nell’autonomo giudizio dallo stesso instaurato avverso l’atto impositivo emesso dall’Amministrazione finanziaria”.

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Gianfranco Antico

16 maggio 2018

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