Ferie non godute: attenzione a quelle da fruire entro il 30 giugno

Si avvicina il 30 giugno, termine entro il quale i datori di lavoro dovranno aver permesso ai propri dipendenti la fruizione completa delle ferie non godute, maturate nell’anno 2016. In particolare, allo scopo di garantire un opportuno e razionale turnover dei dipendenti ma nel contempo di ottemperare all’obbligo di legge, è necessario un controllo sulla situazione individuale di ciascun lavoratore fin da ora, anche allo scopo di evitare di incorrere in sanzioni.

Gestione del piano ferie aziendale

Sembra abbastanza lontano ancora il momento in cui i datori di lavoro dovranno occuparsi di tutte le questioni riguardanti le ferie, ma questo è esattamente il momento opportuno per gestire:

  • piano ferie estivo;
  • controllo delle ferie non fruite degli anni pregressi;

in modo da non trovarsi poi nelle condizioni di difficile turnover tra i dipendenti, ovvero ancora nella possibilità di incorrere in sanzioni derivanti dalla mancata fruizione da parte dei dipendenti delle ferie stabilite per legge ovvero dal contratto applicato.

Le diverse tipologie di ferie

Prima di addentrarci nel tema “ferie”, sembra però opportuno riassumere brevemente i fondamenti di legge che stabiliscono la quantità e la modalità di gestione del periodo feriale. Il fondamento essenziale del diritto alle ferie retribuite risiede nell’art. 36 Cost., poi specificato dall’art. 2109 c.c. e dal D.Lgs. n. 66/2003. In considerazione delle disposizioni sul tema, possono così classificarsi tre diversi periodi di ferie:

  1. Primo periodo. Un totale di 2 settimane che devono essere fruite necessariamente entro l’anno di maturazione: tale periodo può essere continuativo; es. nell’anno 2018 è necessario che il dipendente fruisca di almeno 2 settimane di ferie, che verranno “decurtate” dalle ferie maturate nell’anno 2018; tale periodo non è monetizzabile in caso di mancata fruizione, la quale è obbligatoria nell’anno di maturazione;
  2. Secondo periodo. Un periodo di 2 settimane che può essere fruito entro 18 mesi dall’anno di maturazione; es.: se nell’anno 2018 il dipendente decide di fruire solo del primo periodo appena citato, avrà la possibilità di fruire delle ferie del secondo periodo entro 18 mesi dalla data di maturazione; così, se il periodo di maturazione termina il 31 dicembre 2018, egli avrà tempo fino al 30 giugno 2020 per fruirle; tale periodo non è monetizzabile in caso di mancata fruizione, la quale è obbligatoria, ma fino ai 18 mesi successivi alla maturazione;
  3. Terzo periodo. Tale terzo periodo di ferie è ulteriore, eventuale, e variabile, ed è stabilito dal contratto collettivo di lavoro, il quale può prevedere delle condizioni migliorative del periodo feriale ma in alcun modo peggiorative; tale periodo può essere monetizzabile nel caso in cui non venga fruito.

La gestione delle ferie da fruire entro il 30 giugno

Il momento che più interessa in tale lavoro riguarda la gestione del secondo periodo feriale, cioè quello che può essere fruito entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione: in particolare, entro il prossimo 30 giugno i datori di lavoro dovranno portare attenzione a che i dipendenti abbiano completamente fruito delle ferie maturate nell’anno 2016.

Nel caso in cui si riscontri una mancata o parziale fruizione da parte di alcuni o tutti i lavoratori, i datori di lavoro dovranno impegnarsi affinché tali soggetti ne possano godere entro il prossimo 30 giugno: tale periodo infatti non è in alcun modo monetizzabile ma spetta comunque al datore di lavoro il pagamento dei contributi sulle ferie non godute maturate nell’anno 2016 e non fruite entro il 30 giugno 2018, che dovranno essere regolarmente pagati entro il mese di agosto 2018.

La sospensione della decorrenza dei 18 mesi

Esistono alcune casistiche nelle quali il termine di 18 mesi si interrompe e comincia nuovamente a decorrere alla conclusione della causa di sospensione; ciò avviene ad esempio in caso di:

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