Strutture sanitarie private: comunicazione compensi in scadenza al 30 aprile 2018

Come noto, con la finanziaria 2007 (Legge n. 296/2006), al fine di favorire la tracciabilità dei pagamenti, è stato introdotto l’obbligo per le strutture sanitarie private di:
a) incassare i compensi in nome e per conto dei professionisti (tali somme sono poi girate a questi ultimi);
b) annotare i compensi incassati nella propria contabilità o in un apposito registro;
c) comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate, attraverso la compilazione del modello SSP, l’ammontare dei compensi riscossi per ciascun professionista.

Nota

L’adempimento, che si riferisce ai compensi riscosso nell’anno 2017, deve essere effettuato entro il 30 aprile 2018.
I compensi costituiscono comunque reddito del medico esercente l’attività presso la struttura sanitaria e l’obbligo di registrazione da parte delle strutture sanitarie private non esonera il professionista di registrare nelle proprie scritture contabili il compenso percepito.

SOGGETTI OBBLIGATI ALLA COMUNICAZIONE TELEMATICA

L’adempimento della “comunicazione telematica” sopra indicato riguarda tutte le strutture sanitarie private come indicate dal Provvedimento del 13.12.2007 ovvero: le società, gli istituti, le associazioni, i centri medici e diagnostici e ogni altro ente o soggetto privato, con o senza scopo di lucro, che operano nel settore dei “servizi sanitari e veterinari“, nonché ogni altra struttura in qualsiasi forma organizzata che metta a disposizione, a qualunque titolo, locali ad uso sanitario, forniti delle attrezzature necessarie per l’esercizio della professione medica o paramedica.

Strutture sanitarie e obbligo dell’accentramento dell’incasso dei compensi: attenzione alla scadenza di lunedì ed agli obblighi contabili

Nota

Per effetto dell’articolo 1, commi 38 e seguenti, della legge n. 296/2006, la riscossione dei compensi per attività svolte dagli esercenti attività mediche e paramediche nell’ambito di strutture sanitarie private è effettuata obbligatoriamente da parte della struttura stessa, sulla quale gravano pertanto obblighi contabili e dichiarativi.

Per struttura sanitaria privata si intende l’immobile provvisto delle relative attrezzature o dell’organizzazione dei servizi strumentali all’esercizio l’attività medica o paramedica, ovvero le strutture che ospitano, mettono a disposizione dei professionisti o affittano i locali della struttura aziendale per l’esercizio di attività di lavoro autonomo medica.

I compensi interessati riguardano l’attività medica e paramedica di cui all’art. 53 del TUIR (lavoro autonomo) per le prestazioni rese dal medico nei confronti del paziente (la fattura è emessa dal medico direttamente al cliente).

L’ambulatorio, pertanto, incassa il compenso che spetta al professionista, in suo nome e per suo conto, al quale lo stesso viene riversato contestualmente, procedendo ad annotare nelle proprie scritture obbligatorie, ovvero in apposito registro, l’ammontare percepito, distintamente per ogni singola prestazione.
Non rientrano nell’obbligo di comunicazione le prestazioni eseguite intramoenia (in tale caso ci si trova di fronte ad un rapporto di lavoro assimilato a quello di lavoro dipendente), le prestazioni fatturate direttamente dall’Ente al paziente e quelle dei medici di base operanti in convenzione con il Servizio sanitario nazionale.
Si ricorda che, in caso di emissione di fatture mediche esenti da Iva ai sensi dell’articolo 10, D.P.R. 633/1972, per importo superiore a 77,47 euro è necessario applicare l’imposta di bollo pari a 2 euro.

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