Detrazione IVA: fatture acquisti inserite nella liquidazione del mese precedente a quello della (vera) ricezione

IL QUESITO
Ad un utente del portale www.CommercialistaTelematico.com è sorto un dubbio che può essere sintetizzato nel seguente quesito: “Un cliente con liquidazione mensile ha ricevuto via email delle fatture di acquisto il 5 febbraio. Le fatture sono state emesse il 30 gennaio. Per non posticipare la detrazione Iva le fatture possono essere registrate al 31 gennaio (data di emissione) e, pertanto, confluire nella liquidazione del mese di registrazione?”. Analogo discorso varrà per le liquidazioni dei mesi successivi.
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Le soluzioni operative

Al riguardo, la circolare n. 1/218 dell’Agenzia delle entrate ha puntualizzato che:

la formulazione dell’art. 25, primo comma, del decreto Iva, prevede espressamente che la fattura deve risultare annotata “in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e, comunque, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno”;

mentre:

nell’art. 19 del decreto Iva, viene stabilito che il termine entro cui può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti o sulle importazioni di beni. In particolare, secondo le nuove disposizioni “il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’ anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo”.

 
Al riguardo, per i giudici della Corte di Giustizia europea, l’esercizio del diritto alla detrazione è subordinato all’esistenza di un duplice requisito, dovendosi in particolare considerare oltre al presupposto sostanziale dell’effettuazione dell’operazione, anche quello formale del possesso di una valida fattura d’acquisto.
La coesistenza di tale duplice circostanza assicura l’effettività dell’esercizio del diritto alla detrazione, e la neutralità dell’imposta per il soggetto passivo cessionario/committente.
L’applicazione dei predetti presupposti espressamente richiamati anche nell’ambito dell’Unione europea, determina, conseguentemente, in sede di coordinamento dei disposti di cui agli artt. 19, comma 1, e 25, comma 1, del decreto Iva, che il dies a quo da cui decorre il termine per l’esercizio della detrazione deve essere individuato nel momento in cui in capo al cessionario e/o al committente si concretizza la duplice condizione di tipo:

sostanziale, individuabile nell’avvenuta esigibilità dell’imposta;
formale, cioè dal possesso di una valida fattura redatta conformemente alle disposizioni di cui all’art. 21 del precedente citato decreto.

È da tale momento che il soggetto passivo cessionario e/o committente  può procedere a operare, previa registrazione della fattura nell’apposito registro, alla detrazione dell’imposta assolta con riferimento agli acquisti di beni e servizi e/o alle importazioni di beni.
 
Tale diritto, infatti, può risultare validamente esercitato al più tardi entro la data di presentazione della dichiarazione inerente al periodo d’imposta in cui si sono verificati entrambi i menzionati presupposti e con riferimento al medesimo anno, in quanto le fatture inerenti agli acquisti effettuati devono essere annotate, ai fini Iva, al più tardi, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.
Pertanto, il diritto alla detrazione può …

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