Credito d’imposta per la riqualificazione degli alberghi - aggiornamenti 2018

Il credito d’imposta per la riqualificazione degli alberghi è stato istituita con il Decreto “Art Bonus” D.L. 83/2014 con il fine di rilanciare la competitività delle strutture alberghiere. L’agevolazione è riservata alle aziende del settore turistico, ovvero le strutture ricettive alberghiere le quali possono richiedere sgravi fiscali in merito ad interventi di ristrutturazione e riqualificazione del proprio albergo. L’agevolazione è stata più volte modificata, da ultimo con il D.L. 50/2017e con la legge di bilancio 2018.
Recentemente è intervenuto il Mibact che con il D.M. 598 del 20.12.2017 ha dettato le disposizioni attuative per le spese sostenute nel 2017 e 2018 e le istruzioni per presentare le relative domande.

Credito imposta riqualificazione alberghi

Come noto l’art. 10, D.L. n. 83/2014 aveva previsto un credito d’imposta per le strutture ricettive esistenti alla data del 1° gennaio 2012 al fine di migliorare la qualità dell’offerta e per accrescere la competitività delle destinazioni turistiche.
Il credito riguardava strutture ricettive che ponevano in essere:
interventi di:
– ristrutturazione edilizia ex art. 3, comma 1, lett. b), c) e d), D.P.R. n. 380/2001;
– eliminazione delle barriere architettoniche, ai sensi della Legge n. 13/89 e del D.M. n. 236/89;
– incremento dell’efficienza energetica;
– “ulteriori interventi”, compreso l’acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati esclusivamente agli immobili oggetto degli interventi di cui sopra.
Il credito di imposta era pari al 30% delle spese sostenute, nel limite complessivo di € 200.000,00 ed era riconosciuto per i periodi d’imposta 2014, 2015 e 2016.
Il Decreto 7 maggio 2015 ha disciplinato le modalità attuative dell’agevolazione.

La Legge di Bilancio 2017, all’art. 1, commi da 4 a 6, ha disposto che il credito di imposta in esame è attribuito:
– nella misura del 65% delle spese sostenute per il 2017 ed il 2018,
– in relazione ad interventi di ristrutturazione edilizia, risparmio energetico e contro il rischio sismico,
– nonché per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.
Il credito d’imposta va ripartito in due quote annuali e può essere utilizzato dal periodo d’imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati. Inoltre, è disposto che sono ammessi al credito di imposta anche gli agriturismi, disciplinati dalla Legge 20 febbraio 2006, n. 96 o dalle specifiche norme regionali.

Recentemente è intervenuto anche il D.L. 50/2017 modificando l’agevolazione in questione e prevedendo che il credito spetta anche per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo, destinati agli immobili oggetto dei predetti interventi.
Alla luce delle modifiche portate è intervenuto il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo che con il Decreto 598/2017 ha dettato le nuove disposizioni attuative per l’attribuzione del credito.

Soggetti ammessi al credito d’imposta

Le strutture ricettive ammesse al credito d’imposta sono:
– la struttura alberghiera quale struttura aperta al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che fornisce alloggio, eventualmente vitto e altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici, con almeno 7 camere per il pernottamento degli ospiti. Rientrano in tale categoria alberghi, villaggi albergo, residenze turisticoalberghiere, alberghi diffusi nonché strutture individuate come tali dalle specifiche normative regionali;
– l’agriturismo quale struttura come definita dalla Legge n. 96 del 20 febbraio 2006 e dalle pertinenti leggi regionali (si ricorda che tale legge definisce attività agrituristica l’attività di ricezione e ospitalità da parte di imprenditori agricoli ex art. 2135, C.c. anche nella forma di società di capitali / di persone, oppure associati tra loro, attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del…

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