Riscossione dei tributi: il problema della competenza territoriale

di Antonino Russo

Pubblicato il 2 novembre 2017

il caso di atto emesso da un ufficio dell’Agente della Riscossione territorialmente incompetente

La riscossione dei tributi è stata oggetto di riforma ad opera del D.L. n. 203 del 2005, convertito nella L. n. 248 del 2005. Prima delle modifiche apportate dal D.L. n. 203 cit., il servizio nazionale di riscossione era affidato ad un concessionario, mediante procedura ad evidenza pubblica. Successivamente, a decorrere dal 1.10.2006, il D.L. n. 203 del 2005, art. 3 disponeva l'eliminazione del previgente sistema di riscossione, attribuendo l'attività di riscossione all'Agenzia delle entrate che lo esercitava tramite apposite società, denominate fino al marzo 2007, Riscossione S.p.a. e poi Equitalia S.p.a..

Il gruppo Equitalia era organizzato in Holding Equitalia S.p.A., Equitalia Servizi di riscossione S.p.A., Equitalia Giustizia S.p.A.. In pratica, Equitalia S.p.A., istituita nel 2005, era una società a totale capitale pubblico (51% Agenzia delle entrate e 49% Inps) e svolgeva il suo ruolo istituzionale tramite Equitalia Servizi di riscossione S.p.A. che dal primo luglio 2016 è Agente unico della riscossione e assorbe tutte le attività dei precedenti agenti della riscossione, attraverso la fusione per incorporazione di Equitalia Nord S.p.A., Equitalia Centro S.p.A. e Equitalia Sud S.p.A.

Infine, com’è noto, l’art. 1 del Decreto Legge 22 ottobre 2016 n. 193,