Gli effetti del giudicato penale nel processo tributario

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 15 novembre 2017

il giudice tributario non può limitarsi a rilevare l'esistenza di una sentenza definitiva in materia di reati tributari, estendendone automaticamente gli effetti con riguardo all'azione accertatrice del singolo ufficio tributario, ma, nell'esercizio dei propri autonomi poteri di valutazione della condotta delle parti e del materiale probatorio acquisito agli atti, deve, in ogni caso, procedere ad un suo apprezzamento del contenuto della decisione, ponendolo a confronto con gli altri elementi di prova acquisiti nel giudizio

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateLa Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 21873 del 28.10.2016, ha chiarito quali sono gli effetti del giudicato penale nel processo tributario.

Nel caso di specie l'Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso di accertamento ad una società, rettificando la dichiarazione relativa all'anno di imposta 2003, e formulando 17 rilievi oltre alla corretta applicazione dell'IVA del margine su importazioni di veicoli.

Il ricorso avanzato dalla società era stato accolto parzialmente dalla Commissione Tributaria Provinciale, la quale aveva annullato alcuni dei rilievi oggetto di contestazione.

Adita in sede di appello dalla contribuente e di appello incidentale dall'Agenzia, la Commissione Tributaria Regionale aveva accolto parzialmente l'impugnazione della società, rigettando invece quello dell'ufficio e dichiarando non rilevante l'esame delle questioni in tema di IVA del margine in relazione al commercio di veicoli usati.

Avverso la decisione di appello l'Agenzia delle Entrate proponeva infine ricorso per cassazione, denunciando, tra le altre, violazione e falsa applicazione da parte della sentenza impugnata dell'art. 654 c.p.p..

Sosteneva infatti l’Amministrazione che la sentenza impugnata, condividendo le argomentazioni di altra sentenza di tribunale penale concernente il legale rappresentante, aveva ritenuto che anche nel processo tributario non fosse stata raggiunta la prova per ritenere le società coinvolte quali "cartiere" emittenti fatture per operazioni inesistenti di compravendite di autoveicoli, il riconoscimento dei cui costi e relativa IVA l'avviso di accertamento aveva negato.

In tal modo, però, secondo l’Agenzia, la CTR si era posta in contrasto con l'interpretazione corretta dell'art. 654 c.p.p. cit., secondo cui il giudice tributario non può limitarsi a rilevare l'esistenza di una sent