A proposito di notifica via PEC: alcune note dalla Cassazione

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 11 settembre 2017

segnaliamo un'interessante e recente sentenza della Cassazione sulla notifica via PEC: il complesso caso vede una notifica non andata a buon fine e ripetuta sempre via PEC pochi giorni dopo, ma oltre i termini prescritti dal codice di procedura civile...

Processo_TributarioLa Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 20381 del 24.8.2017, accogliendo il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria, ha affermato rilevanti considerazioni in materia di notifica via PEC.

Nel caso di specie la Commissione Tributaria Regionale dell'Emilia-Romagna, confermava la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente, rilevando l'inammissibilità dell’appello per difetto di motivi specifici, essendo l'atto riproduttivo delle medesime considerazioni svolte in sede di controdeduzioni nel giudizio di primo grado, senza censure specifiche sulla sentenza impugnata.

Prima di esaminare l’eccezione per violazione dell'art. 53 del D.lgs. 546/1992 sollevata dall’Agenzia ricorrente, la Suprema Corte ha dichiarato non fondata l'eccezione, sollevata dalla controricorrente, di inammissibilità del gravame per tardività, ex art.327 c.p.c..

Evidenziano i giudici di legittimità che, a fronte di una sentenza pubblicata, nell'ambito di un giudizio instaurato successivamente all'entrata in vigore della novella di cui alla L.69/2009, il 12/02/2016 e non notificata, il termine di impugnazione era di sei mesi, oltre sospensione feriale di un mese, come ridotta dall'art.16 del Dl. 132/2014, conv. con modifiche dalla L.162/2014. E nel caso di specie la notifica era effettivamente successiva al 12/09/2016.

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