La procura inesistente al ricorso per cassazione (non vale quella per il merito) e la condanna alle spese inflitta al difensore

di Antonino Russo

Pubblicato il 19 maggio 2017

il peculiare caso di condanna del difensore al pagamento delle spese di lite nel caso in cui venga rilevato il rilascio di una procura inesistente in quanto in Cassazione non vale la procura per il merito

banner-wp-evento-cefalu-giugno-2017-villani-BLa Suprema Corte, appena agli inizi del 2016, ha emesso una pronuncia derivata da una lite tributaria riaffermando la peculiare ipotesi di condanna del difensore al pagamento delle spese di lite nel caso in cui venga rilevato il rilascio di una procura “inesistente” (sent. n. 575/2016).

La fattispecie concreta, sottoposta all’attenzione della Corte, era quella concretizzatasi per opera dei procuratori dei ricorrenti che agivano innanzi il giudice di legittimità in forza di mandato ad litem rilasciato a margine dell’atto di appello, non risultando invece ad essi conferita, dopo la pubblicazione della sentenza impugnata, la specifica procura per il giudizio di legittimità.

Rilevato tal contesto, la Corte ha rammentato che “Secondo pacifico indirizzo, ai sensi dell'art. 365 c.p.c., la procura rilasciata all'avvocato iscritto nell'apposito albo e necessaria per la proposizione del ricorso per cassazione deve essere conferita, con specifico riferimento alla fase di legittimità, dopo la pubblicazione della sentenza impugnata. E', pertanto, inidonea allo scopo e, come tale, determina l'inammissibilità del ricorso, la procura apposta in margine od in calce all'atto introduttivo del giudizio di merito, ancorchè conferita per tutti i gradi e le fasi de giudizio (v. Cass., Sez. U, n. 488 del 13/07/2000, Rv. 538426;Sez. 6 - 3, Ord. n. 19226 del 11/09/2014, Rv. 633148; Sez. 1, n. 13558 de 30/07/2012, Rv. 623518; Sez. L, n. 5554 del 09/03/2011, Rv.616301)”.

In altre parole, la Suprema Corte ha dovuto prendere atto della inesistenza dello ius postulandi in capo agli stessi per difetto della procura speciale per il giudizio di ultima istanza; in effetti, è in base ai contenuti espressi dall’art. 365 c.p.c. ed al requisito della specialità della procura, prescritto da tale norma, che si impone alla parte di rilasciare