Riscossione frazionata o integrale del credito tributario comunale in pendenza di giudizio

Quesito
I Comuni, direttamente o attraverso agenti e concessionari del servizio, hanno il potere di esigere il pagamento integrale dei tributi anche nelle ipotesi di contestazione della pretesa davanti al giudice tributario?
Prevalente orientamento
Secondo il prevalente orientamento1 in seguito all’emanazione dell’avviso di accertamento il comune può riscuotere, l’Ici, l’Imu e gli altri tributi locali2. A differenza dei tributi erariali, per quelli locali non è prevista la riscossione frazionata in pendenza del processo tributario . In particolare , la disposizione di cui al comma 1 dell’art. 68 del d.lgs. n. 546 del 1992, riguardante il pagamento dei tributi in pendenza del processo, facendo riferimento ai soli “casi in cui è prevista la riscossione frazionata del tributo”, non si applica all’imposta comunale sugli immobili (ICI), in quanto per tale tributo non opera l’istituto della riscossione frazionata (previsto dall’art. 15 del d.P.R. n. 602 del 1973, poi abrogato dall’art. 37 del d.lgs. n. 46 del 1999), sicché è legittima l’emissione della cartella di pagamento per l’intero anche nel corso del giudizio d’impugnazione del relativo avviso di accertamento.
La riscossione ab initio per l’intero costituisce una facoltà, non un obbligo, del comune; sicché il contribuente non ha titolo, né interesse, per dolersi di un comportamento (il mancato esercizio di tale facoltà, con adozione della riscossione frazionata) ad essa più favorevole. In tema di sanzioni, deve in ogni caso considerarsi altresì il disposto di cui all’articolo 19 d.lgs. 472/97, come modificato dall’art. 2 d.lgs. 203/98; secondo cui, in caso di ricorso alle commissioni tributarie, le disposizioni sul pagamento frazionato di cui al primo e al secondo comma dell’articolo 68 d.lgs. 546/92 si applicano “anche nei casi in cui non è prevista riscossione frazionata”; e, dunque, anche alle sanzioni in materia di Ici.
La diversità di disciplina non opera invece per le sanzioni tributarie in base a quanto stabilito dall’articolo 19 del dlgs 472/1997. Anche le sanzioni irrogate dagli enti locali sono soggette alle regole fissate dall’articolo 68 e quindi alla riscossione frazionata in pendenza del processo (Cassazione sentenza 27 aprile 2016, n. 8364). In definitiva, la giurisprudenza prevalente ritiene che, in tema di riscossione di tributi comunali, qualora il contribuente abbia impugnato l’avviso di accertamento e non sia ancora intervenuta la decisione di primo grado, non sia precluso all’Amministrazione riscuotere l’intero importo dovuto, ossia dalla notifica dell’atto impositivo sino alla decisione in primo grado, tenuto conto che la limitazione dell’importo accertato anteriormente alla decisione giurisdizionale violerebbe il principio generale per cui la esecutività di un provvedimento autoritativo della Pubblica amministrazione non è sospesa o interrotta dalla impugnazione.
Orientamento minoritario
Con riferimento alla riscossione frazionata di cui all’art. 68 del D.Lgs. n. 546/1992, un minoritario orientamento ne ammette l’applicabilità alle imposte comunali . Tale orientamento ritiene che l’intendimento del legislatore sia stato quello di operare un unitario trattamento per tutti i tributi oggetto di giudizio con la conseguenza che la norma in questione non può che applicarsi a tutti i tributi in ordine ai quali le Commissioni tributarie siano competenti a pronunciare, tra cui i tributi locali, che pertanto non possono essere esclusi dall’ambito della norma in questione. In particolare . in materia di tributi locali, quando sul titolo accertativo sia intervenuta una pronuncia tributaria, non definitiva, la riscossione deve sempre avvenire in misura frazionata, secondo le disposizioni dell’art. 68 del D.Lgs. n. 546/1992. Ciò indipendentemente da cosa prevede la specifica normativa relativa al tributo portato in riscossione, che viene in qualche modo superata dal citato art. 68. La normativa di …

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