Part time agevolato, con esempi pratici

Premessa

Al fine di favorire l’occupazione giovanile, l’art. 1, comma 284, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 ha introdotto una norma intesa ad agevolare il passaggio al lavoro a tempo parziale del personale dipendente del settore privato in prossimità del pensionamento di vecchiaia. Il 13 Aprile 2016 il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha firmato il decreto attuativo avente per oggetto un’uscita graduale dall’attività lavorativa dei lavoratori più anziani promuovendo un principio di “invecchiamento attivo”. La norma contenuta nella legge e attuata attraverso quanto stabilito dal decreto in commento introduce il c.d. part-time agevolato, una misura sperimentale già prevista da una norma contenuta nella Legge di Stabilità 2016. Il part-time agevolato può essere utilizzato dai lavoratori del settore privato che abbiano in essere un contratto a tempo indeterminato full-time che possiedono il requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia e che maturano il requisito anagrafico entro il 31 dicembre 2018. La possibilità di accedere al part-time agevolato è prevista a partire dal 02 giugno 2016. Il decreto Lavoro – Finanze che lo prevede, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18/05/2016. Affinché la misura diventi effettivamente operativa, tuttavia, bisognerà attendere la circolare dell’INPS.

 

SOGGETTI BENEFICIARI

I soggetti ha cui è rivolta le norma in commento sono i lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o alle forme sostitutive ed esclusive della stessa aventi in essere un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato e che maturino  il requisito anagrafico per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018 e che, nel contempo, abbiano maturato i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al predetto trattamento pensionistico di vecchiaia. A tal proposito va ricordato che l’età pensionabile è pari a:

65 anni e 7 mesi per le donne fino al 31 dicembre 2017;
66 anni e 7 mesi per gli uomini e anche per le donne a partire dall’1 gennaio 2018.

N.B. E’ bene sottolineare che restano comunque esclusi i lavoratori che, entro il 31/12/2018, pur non maturando l’età pensionabile, perfezionerebbero il diritto a percepire un trattamento pensionistico diverso da quello di vecchiaia.

I soggetti beneficiari del provvedimento in commento, in  accordo con il proprio datore di lavoro, hanno la facoltà di trasformare il loro rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con riduzione dell’orario di lavoro in misura compresa tra il 40 per cento ed il 60 per cento con corresponsione mensile, da parte del datore di lavoro, di una somma pari alla contribuzione previdenziale ai fini pensionistici a carico del datore di lavoro relativa alla prestazione lavorativa non effettuata e con riconoscimento della contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata in ragione del contratto di lavoro a tempo parziale agevolato.

N.B. L’incentivazione in esame si sostanzia in un ulteriore elemento retributivo, inserito nel LUL, Libro Unico del Lavoro, determinato sulla base della contribuzione previdenziale ai fini pensionistici a carico dell’azienda (pari al 23,81%) calcolata sulla quota di retribuzione non più erogata per effetto della riduzione di orario: tale incentivo non è imponibile a fini fiscali né previdenziali ed assistenziali.

Per poter accedere al beneficio in commento il lavoratore, di concerto con il datore di lavoro, stipulano un contratto di riduzione dell’orario di lavoro denominato contratto di lavoro a tempo parziale agevolato. Il nuovo contratto avrà una durata pari al periodo che intercorre tra la data di accesso al beneficio e la data di maturazione del requisito anagrafico per il …

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