La nuova operazione di rinegoziazione dei mutui ed il parere del Revisore

di Fabio Federici

Pubblicato il 16 novembre 2015

la Cassa Depositi e Prestiti concede una nuova chance di rinegoziazione dei mutui in essere accesi da Comuni, Province e Città metropolitane
   

Nuova chance per la rinegoziazione dei mutui degli enti locali. Nei giorni scorsi Cassa Depositi e Prestiti ha comunicato ufficialmente sul proprio portale l’avvio di una nuova operazione di rinegoziazione dei mutui detenuti dai Comuni, Province e Città metropolitane, attraverso la quale gli enti interessati potranno gestire attivamente il debito, rimodulando la propria posizione debitoria. Si tratterà nella sostanza di una replica dell’analoga operazione di rinegoziazione messa in campo da CDDPP negli scorsi mesi estivi, che va ad accogliere le sollecitazioni in tal senso mosse dagli stessi enti locali tramite il Presidente dell’ANCI, Piero Fassino.

 

Le specifiche dell’operazione e gli approfondimenti sugli adempimenti formali richieste per accedervi sono definite per i Comuni dalla Circolare CDP n. 1285 del 4 novembre 2015 e per Province e Città metropolitane dalla Circolare CDP n. 1282.

 

Nello specifico per i Comuni la Circolare n. 1285 presuppone che possano essere oggetto di rinegoziazione i contatti di mutuo dotati delle seguenti caratteristiche:

 
  1. prestiti ordinari a tasso fisso, variabile e flessibili intestati ai Comuni, ivi inclusi quelli trasferiti al Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi del decreto 5 dicembre 2003, adottato in attuazione del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269;

  2. con oneri interamente a carico del Comune beneficiario;

  3. in ammortamento al 1° luglio 2015, con debito residuo a tale data pari o superiore a 10.000,00 euro;

  4. oggetto di precedenti operazioni di rinegoziazione, ad esclusione di quelli di cui al successivo punto I;

  5. aventi scadenza del piano di ammortamento successiva al 31 dicembre 2019.

 

I prestiti così rinegoziati avranno le seguenti caratteristiche:

 
  • scadenza, a scelta dell'Ente, al 30 giugno degli anni 2025, 2030, 2035, o al 30 giugno 2040;

  • tasso di interesse fisso, in funzione della scadenza prescelta e secondo il principio dell'equivalenza finanziaria, sulla base delle condizioni di mercato vigenti al momento dell'adesione impiegando i fattori di sconto utilizzati per la determinazione dei tassi settimanali della CDP per i prestiti ordinari concessi agli enti locali;

  • rate semestrali, la prima delle quali in scadenza al 31 dicembre 2015, pari alla sola quota interessi del piano di ammortamento attualmente vigente. Le successive rate, a partire dal 30 giugno 2016, in scadenza al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno, saranno di importo costante, comprensive di quota capitale e quota interessi;

  • garanzia costituita da delegazione di pagamento irrevocabile e pro solvendo a valere sulle entrate afferenti ai primi tre titoli del bilancio, ex articolo 206 del TUEL;

  • clausole di rimborso anticipato volontario dei prestiti, interessi di mora e risoluzione adeguate a quelle attualmente adottate nei contratti dei prestiti ordinari a tasso fisso concessi agli enti locali.

 

Nella Circolare si precisa che per i prestiti oggetto di differimento del pagamento delle rate a seguito di eventi sismici nella Regioni Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Abruzzo si proc