Società partecipate e vincoli gestionali crescenti

di Redazione

Pubblicato il 8 settembre 2015

nel corso degli anni è di indubbia evidenza la diffusione del fenomeno delle società partecipate degli enti locali, quale modello per la gestione ed erogazione dei servizi, alla luce sia delle difficoltà della finanza locale sia delle modalità operative caratterizzanti il funzionamento delle amministrazioni pubbliche

Nel corso degli anni è di indubbia evidenza la diffusione del fenomeno delle società partecipate degli enti locali, quale modello per la gestione ed erogazione dei servizi, alla luce sia delle difficoltà della finanza locale sia delle modalità operative caratterizzanti il funzionamento delle amministrazioni pubbliche.

Progressivamente, rispetto a tali realtà, è tuttavia emersa la crescente complessità gestionale, soprattutto per la coesistenza di una disciplina pubblicistica (dipendente dalla natura delle risorse gestite e correlata alle peculiarità delle amministrazioni di cui sono emanazione) e di una disciplina privatistica (legata alla struttura del modello societario utilizzato, di origine tipicamente codicistica).

Tale complessità è tendenzialmente cresciuta nel corso degli anni, anche per l'evoluzione normativa intervenuta nel tempo, che ha determinato la crescente assimilazione delle regole operative di tali società alle modalità caratterizzanti il funzionamento delle pubbliche amministrazioni da cui sono partecipate.

L’obiettivo perseguito è legato al superamento delle criticità che il ricorso a tale modello aveva evidenziato, riguardanti principalmente le possibili distorsioni concorrenziali, la composizione e la remunerazione degli organi amministrativi, il rischio di elusione delle disposizioni restrittive di finanza pubblica nonché l’ampliamento dell’attività sociale verso settori “distanti” rispetto alle competenze istituzionali degli enti locali.



Criticità

A ciascuna delle problematiche indicate, tra l’altro, è possibile abbinare gli specifici provvedimenti normativi di volta in volta adottati, nella prospettiva di contenere l’impatto negativo anche rispetto al quadro della finanza pubblica.

Così, con riferimento alla distorsione concorrenziale, è sufficiente citare le disposizioni del Decreto Bersani (che hanno i