I limiti per la sostituzione dell’appello viziato: ci sono possibilità…

di Antonino Russo

Pubblicato il 10 settembre 2015

nel processo tributario è rimediabile, entro stretti limiti temporali ed oggettivi, la proposizione di un appello viziato: ecco le modalità per la sua sostituzione

 

E’ rimediabile, entro stretti limiti temporali e oggettivi, la proposizione di un appello viziato. Infatti, secondo quanto conferma l’ordinanza n. 10145 del 18 maggio 2015 della Suprema Corte, il principio di consumazione dell’impugnazione non impedisce che dopo la sua proposizione viziata possa esserne proposta una seconda che si dimostri comunque tempestiva rispetto al termine per proporre gravame, oltre ad essere immune dai vizi della precedente e destinata a sostituire la prima impugnazione sino a quando non sia intervenuta la declaratoria di inammissibilità.

 

Tale principio è, più precisamente, individuabile in questo passaggio, espresso nella motivazione della suindicata decisione, dai giudici di piazza Cavour: "il principio di consumazione dell'impugnazione non esclude che, fino a quando non intervenga una declaratoria di inammissibilità, possa essere proposto un secondo atto di appello, immune dai vizi del precedente e destinato a sostituirlo, sempre che la seconda impugnazione risulti tempestiva, dovendo la tempestività valutarsi, anche in caso di mancata notificazione della sentenza, non in relazione al termine annuale, bensì in relazione al termine breve decorrente dalla data di proposizione della prima impugnazione, equivalendo essa alla conoscenza legale della sentenza da parte dell'impugnante" (Cass. n. 9569/2000). La proposizione della prima impugnazione equivale infatti alla conoscenza legale, con lo stesso grado di certezza formale, della sentenza da