Restyling della disciplina delle spese compensate nel processo tributario

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 20 luglio 2015

in attuazione della delega fiscale, dal 2016 dovranno diventare più rari i casi di compensazione delle spese di lite nel processo tributario: una panoramica delle novità in arrivo

 

Soccombenza

La ratio del principio della soccombenza risiede nella necessità di assicurare una completa tutela della parte risultata in toto vittoriosa la quale, dunque, non può essere condannata, nemmeno per una minima quota, al pagamento delle spese stesse.

La condanna alle spese di soccombenza attua il principio costituzionale del diritto alla difesa (art. 24 Cost.). L’individuazione della parte soccombente, ai fini della condanna alle spese, deve essere eseguita in considerazione dell’esito finale della controversia, sulla base di una valutazione globale ed unitaria, senza che possa assumere rilievo l’esito di una particolare fase processuale.

La soccombenza può essere determinata non soltanto da ragioni di merito ma anche da motivi di ordine processuale in quanto, per la statuizione sulle spese, è richiesta solo una pronuncia che definisca il processo davanti al giudice adito, senza specificazione ulteriore.

Presupposto della condanna alle spese di lite è che la parte a favore della quale sono attribuite le abbia realmente sostenute per lo svolgimento dell’attività difensiva, connessa alla sua partecipazione in giudizio.



Novella normativa

La regolamentazione delle spese di lite, secondo il principio di soccombenza, risponde anche ad una funzione di deterrenza; tale funzione non consiste nel voler precludere ai contribuenti l’accesso alla giustizia tributaria ma mira ad evitare un uso spregiudicato della giustizia stessa, avviando giudizi tributari per finalità meramente dilatorie, defatiganti o esplorative. In senso rafforzativo della funzione de qua, l'art. 9, lett. f, dello schema (n. 184) di decreto legislativo, recante «Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario», ammette la compensazione solo con la causale delle “gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate nella motivazione1.

L'art. 9, lett. f, dello schema (n. 184) di decreto legislativo citato sottopone a profonda modifica l'art. 15 del d.lgs. 546/92, che attualmente disciplina la liquidazione delle spese di giudizio nel rito tributario.

Tale articolo sopprime il secondo periodo del primo comma della citata disposizione normativa (art. 15 d.lgs. n. 546/92), secondo cui la Commissione tributaria può dichiarare compensate in parte od in tutto le spese a norma dell'art. 92, c. 2, c.p.c., ossia in caso di soccombenza reciproca ovvero nel caso di assoluta novità della questione trattata o ancora nell'ipotesi di mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti oggetto della controversia.

Secondo il citato articolo 9 lettera f dello schema (n. 184) di decreto legislativo,in particolare, la compensazione delle spese diverrà, dall'1 gennaio 2016, un'e