Nuove norme per l'accesso all'attività degli enti creditizi, per la vigilanza prudenziale degli stessi enti e delle imprese di investimento

un riassunto di tutte le novità relative alla vigilanza sugli enti creditizi (cioè le banche), con particolare attenzione a tutte le norme innovate in tema di vigilanza cosiddetta ‘prudenziale’

  1. Premessa.

La crescente integrazione del mercato unico europeo dei servizi finanziari e delle attività dei gruppi bancari transfrontalieri ha evidenziato, soprattutto con la crisi finanziari del 2009, un sistema di vigilanza europea carente in quanto fortemente frammentato a livello nazionale e non adeguato alle criticità emerse proprio a seguito della menzionata crisi.

Le necessarie risposte di riforma non si sono fatte attendere. Infatti è stata approvata una:

  • nuova architettura di vigilanza europea, con la creazione del Comitato per i Rischi Sistematici (ESRB), con l’obiettivo di fornire regole uniche per gli operatori di mercato e così dirimere in modo vincolante eventuali dispute tra autorità nazionali sulla vigilanza dei gruppi transfrontalieri;

  • regolamentazione comunitaria relativa al settore bancario, con la direttiva 2013/36/UE ed il Regolamento UE 575/2013, relativi alla vigilanza prudenziale.

La normativa in questione rappresenta un tassello fondamentale in questo processo di riforma in quanto, da un lato, ha garantito la piena operatività del meccanismo Unico di Vigilanza già dal novembre dello scorso anno, dall’altro, ha consentito alla Banca Centrale Europea, superando le preesistenti normative nazionali, di applicare gli stessi strumenti di vigilanza a tutti gli istituti bancari dell’area euro sottoposte al suo controllo.

Ancora, la predetta normativa, considerata la legislazione di base sull’armonizzazione delle norme di vigilanza nel settore bancario, realizza il c.d. Single Rulebook, un codice unico tendente a fornire un insieme di norme prudenziali armonizzate che tutte le istituzione dell’UE devono rispettare1, in modo da rafforzare i requisiti patrimoniali e la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle imprese di investimento della stessa Unione.

Il Regolamento UE 575/2013 era applicabile già a partire dal 1° gennaio 2014, mentre la direttiva 2013/36/UE doveva essere recepita entro il 31 dicembre 2013, ma detto termine non è stato rispettato con la conseguente apertura nei confronti del nostro paese di una procedura d’infrazione.

Va detto però che una parte della citata direttiva, che non comporta modifiche al Testo Unico Bancario (TUB), di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, è stata recepita direttamente dalla Banca d’Italia, con la circolare 17 dicembre 2013, n. 285, dando così attuazione alle disposizioni in tema di:

  • processo prudenziale;

  • misure prudenziali (considerando anche la disciplina sulle riserve di capitale aggiuntive);

  • governo societario, controllo interno e gestione dei rischi;

  • accesso al mercato e struttura (con la normativa sull’autorizzazione all’attività degli istituti e dei gruppi bancari, e sull’operatività transfrontaliera attraverso le succursali e in libera prestazione dei servizi);

  • informativa al pubblico Stato per Stato;

  • politiche e prassi di remunerazione e incentivazione.

Con il decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 72 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 2015, n. 134), elaborato in stretto raccordo con Banca d’Italia e Consob, si è provveduto a recepire la restante parte della menzionata direttiva, che ha apportato modifiche alle disposizioni del TUB.

Analizziamo, di seguito, le principali novità di detto decreto.

  1. Le novità relative agli esponenti aziendali, ai partecipanti al capitale e all’Autorità di vigilanza.

Nell’ambito della riforma della materia, prevista dal decreto in questione, è stato attribuito al Ministro dell’Economia e delle Finanze il compito di emanare un apposito decreto in cui vengano integrati i requisiti di onorabilità e professionalità degli esponenti aziendali con quelli di competenza e correttezza.

Ciò consentirà all’intermediario una valutazione più completa dell’idoneità.

Il momento di prima valutazione è stato fissato al primo rinnovo degli organi successivo all’entrata in vigore delle disposizioni di attuazione dell’Autorità di…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it