Omesso versamento delle ritenute da parte del datore di lavoro: il dipendente paga due volte?

di Mario Agostinelli

Pubblicato il 22 maggio 2015

l'IRPEF trattenuta dal datore di lavoro o dal committente del professionista, può essere richiesta dal Fisco allo stesso dipendente o professionista che ha subito la ritenuta, se il datore del lavoro-committente non la versa all'Erario

 

L’IRPEF trattenuta dal datore di lavoro o dal committente del professionista, può essere richiesta dal Fisco allo stesso dipendente o professionista che ha subìto la ritenuta. Questa è l’interpretazione fornita dal Giudice delle Leggi che si contrappone a quella del Giudice di Merito che invece ritiene, al fine di evocare la responsabilità solidale del sostituito, il necessario verificarsi di due condizioni: che la trattenuta non sia stata operata, che la trattenuta non operata non sia versata.

 

Si parte leggendo le norme di riferimento:

Articolo 64 del DPR 600/73 (Sostituto e responsabile d'imposta):

Chi, in forza di disposizioni di legge, è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili ed anche a titolo di acconto, deve esercitare la rivalsa se non è diversamente stabilito in modo espresso.

Il sostituto ha facoltà di intervenire nel procedimento di accertamento dell'imposta.

Chi, in forza di disposizioni di legge, è obbligato al pagamento dell'imposta insieme con altri, per fatti o situazioni esclusivamente riferibili a questi, ha diritto di rivalsa.

Articolo 35 del DPR 602/73 (Solidarietà del sostituto di imposta):

Quando il sostituto viene iscritto a ruolo per imposte, sopratasse e interessi relativi a redditi sui quali non ha effettuato né le ritenute a titolo di imposta né i relativi versamenti, il sostituito è coobbligato in solido.


Queste le disposizioni su cui è nuovamente intervenuta la Suprema Corte di Cassazione per affermare il principio della solidarietà nel pagamento delle imposte tra sostituto e sostituito di imposta.