Se c’è consenso, non serve autorizzazione ad aprire la cassaforte

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 27 aprile 2015

per aprire la cassaforte non è necessaria l’autorizzazione del P.M. se c’è il consenso del contribuente; pertanto, eventuali documenti trovati possono essere legittimamente utilizzati ai fini dell'accertamento

La Corte di Cassazione, con la sentenza 18 febbraio 2015, n. 3204, ha confermato che per aprire la cassaforte non è necessaria l’autorizzazione del P.M., se c’è il consenso del contribuente.


Il fatto

La CTR ha ritenuto legittima l'acquisizione della documentazione relativa all'appalto con un Comune, documentazione custodita “nella cassaforte del C., aperta dalla Guardia di Finanza senza l'autorizzazione del Procuratore della Repubblica, richiesta dall'art. 52, co. 3 del d.P.R.. n. 633 del 1972, e con la mera partecipazione del contribuente”.


La sentenza

L'autorizzazione del Procuratore della Repubblica all'apertura di pieghi sigillati, borse, casseforti, mobili, ecc., prescritta in materia di IVA dall'art. 52, co. 3, del d.P.R. n. 633 del 1972 (e necessaria anche in tema di imposte dirette, in virtù del richiamo contenuto nell'art. 33 del d.P.R. n. 600 del 1973), è richiesta soltanto nel caso di "apertura coattiva" - come testualmente prescrive la norma succitata - e non anche quando l'attività di ricerca si svolga con la collaborazione del contribuente (Cass. 9565/2007). Nel caso di specie, lo stesso ricorrente afferma (p. 13) di avere prestato la propria assistenza per l'apertura della cassaforte, senza che fosse dal medesimo 'contestato alcunché in seno alla dichiarazione resa a chiusura della verifica', essendosi il C limitato a riservarsi di "formulare eventuali controdeduzioni nelle sedi competenti".


Brevi note

In via di principio, ai sensi dell'art. 52, c. 3, del D.P.R. n. n. 633/1972, è necessaria l'autorizzazione del Procuratore della Repubblica o dell'autorità giudiziaria più vicina (attesa l’esigenza di ricorrere a tali procedure può insorgere improvvisamente durante le normali ricerche), per procedere, durante l'accesso, a perquisizioni personali e all'apertura coattiva di pieghi sigillati, borse, casseforti, mobili, ripostigli e simili.

La perquisizione può essere eseguita su qualunque persona presente al momento dell'accesso, sia nei confronti dei clienti che del personale dipendente, nel caso in cui sussista il sospetto che parte della documentazione o altro materiale ritenuto utile per il controllo possa essere celato da uno dei soggetti presente all'atto dell'accesso, il quale invitato ad esibire spontaneamente quanto in suo possesso, si rifiuti e/o comunque adotti un