Col collaboratore part-time si paga l’IRAP?

di Federico Gavioli

Pubblicato il 21 marzo 2015

il professionista che si avvale di un collaboratore part-time non deve pagare automaticamente l’Irap poiché il collaboratore a tempo parziale non rappresenta un indice di presenza di una forma di autonoma organizzazione

La Corte di Cassazione con la sentenza n.1544, del 27 gennaio 2014, respingendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate ha affermato che un professionista che si avvale di un lavoratore a part-time non deve versare l’irap perché non rappresenta un indice di una presenza di un’autonoma organizzazione.

La vicenda vede coinvolti l’Agenzia delle Entrate e un professionista, nella fattispecie in esame, un medico pediatra.

A seguire la Corte di Cassazione ha emesso la sentenza n.1545, del 27 gennaio 2014 , con la quale è stato stabilito che non si applica l’irap per la modella (si tratta della nota Bianca Balti) che si appoggia ad un'agenzia per curare l'immagine (dal maquillage all'acconciatura): per i giudici di legittimità non si tratta di autonoma organizzazione.

 

Il ricorso in Cassazione dell’Agenzia delle Entrate

Con riferimento alla sentenza 1545/2015, l’Agenzia delle Entrate ricorreva davanti alla Cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria Regionale che aveva negato che la contribuente , una pediatra convenzionata con il servizio Sanitario Nazionale, fosse tenuta al versamento dell’irap per l’anno 2006, ritenendo che non ricorresse il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione.

Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, si fonda sui seguenti motivi:

  1. il primo motivo censura la sentenza gravata per aver escluso che nella specie ricorresse il presupposto impositivo irap, nonostante che la contribuente si avvalesse, nell’esercizio della propria attività, di un inserviente part-time;

  2. con il secondo ed il terzo motivo si censura la sentenza dei giudici di secondo grado per il vizio motivazionale relativo alla circostanza che la cont