Incentivi alla progettazione e all’innovazione

Gli articoli 13 e 13-bis della Legge di conversione del Decreto riscrivono completamente la disciplina degli incentivi alla progettazione e l’innovazione, destinati in parte ad incentivare le attività connesse alla progettazione delle opere pubbliche svolte da personale interno all’Amministrazione e in parte all’investimento in innovazione. Vengono eliminate tout court disposizioni contenute nei commi 5 e 6 dell’articolo 92 del D.Lgs. n. 163/2006 (Codice dei Contratti Pubblici) introducendo nel successivo articolo 93 un nuovo complesso normativo che focalizza l’attenzione sulle particolarità dei lavori e sull’effettivo coinvolgimento delle risorse umane nei processi elaborativi dei progetti.

Le risorse per l’incentivazione della progettazione
L’articolo 13-bis inserisce all’articolo 93 del Codice dei Contratti Pubblici, i nuovi commi 7-bis e 7-ter, in base ai quali, a valere sugli stanziamenti in questione, le amministrazioni pubbliche destinano al Fondo per la progettazione e l’innovazione risorse finanziarie in misura non superiore al 2 per cento degli importi posti a base di gara di ciascuna opera o lavoro.
Un importo pari all’80 per cento delle risorse finanziarie del fondo per la progettazione e l’innovazione va di seguito ripartito, per ciascuna opera o lavoro, secondo le modalità e i criteri stabiliti in un regolamento adottato dall’Ente e previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori. Resta inteso che tali importi sono comprensivi anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell’amministrazione. Si osserva che rispetto alla vecchia impostazione il nuovo quadro normativo individua in modo preciso i soggetti coinvolti nel procedimento di progettazione e realizzativo dei lavori, eliminando qualsiasi possibilità estensiva di applicazione di questo particolare sistema incentivante.
Sta all’amministrazione definire con un proprio regolamento nel dettaglio:

la percentuale effettiva delle risorse finanziarie, entro il limite del 2 per cento, in rapporto all’entità e alla complessità dell’opera da realizzare;

i criteri di riparto delle risorse del fondo, tenendo conto delle responsabilità connesse alle specifiche prestazioni da svolgere, con particolare riferimento a quelle effettivamente assunte e non rientranti nella qualifica funzionale ricoperta, della complessità delle opere, escludendo le attività manutentive, nonché dell’effettivo rispetto, in fase di realizzazione dell’opera, dei tempi e dei costi previsti dal quadro economico del progetto esecutivo;

i criteri e le modalità per la riduzione delle risorse finanziarie connesse alla singola opera o lavoro a fronte di eventuali incrementi dei tempi o dei costi previsti dal quadro economico del progetto esecutivo, depurato del ribasso d’asta offerto; i tempi sono considerati al netto delle sospensioni per gli accadimenti eccezionali elencati all’articolo 132, comma 1, lettere a), b), c) e d), del suddetto D.Lgs. n. 163/2006.

Altra novità rilevante rispetto la precedente versione degli incentivi alla progettazione è costituita dalla previsione che il dipendente non possa percepire a titolo di incentivi, anche da parte di più amministrazioni, un importo superiore al 50 per cento del trattamento economico complessivo annuo lordo.
Dalla platea di soggetti beneficiari del nuovo incentivo vanno esclusi i dirigenti per il principio di onnicomprensività della loro retribuzione. Il regolamento dovrà tener conto di questa previsione quando disciplinerà il riparto delle somme a disposizione, destinando a economie di bilancio gli importi …

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