I principi generali dell'armonizzazione contabile

Il decreto legislativo n. 118 del 23/06/2011 si pone la finalità di rendere i bilanci degli enti locali omogenei e confrontabili tra loro, anche al fine del consolidamento con i bilanci di tutte le amministrazioni pubbliche. I principi del consolidamento dei conti della pubblica amministrazione, obbligheranno gli enti locali a procedere ad una serie di variazioni significative delle proprie scritture contabili e, soprattutto, a un cambio di mentalità contabile e di rappresentazione delle proprie scritturazione.

LE INDICAZIONI DELLA CONFERENZA UNIFICATA

Il 3 aprile 2014, in Conferenza Unificata, è stata sancita l’Intesa concernente il decreto legislativo correttivo e integrativo del d.lgs. n. 118 del 2011, riguardante le disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2014. Secondo la Ragioneria Generale dello stato l’intesa evidenzia la natura condivisa di tale decreto legislativo, che completa, per gli enti territoriali, il grande processo di riforma degli ordinamenti contabili pubblici avviato nel 2009 e diretto a rendere i bilanci delle amministrazioni pubbliche omogenei, confrontabili e aggregabili.
Il decreto legislativo è il frutto dei risultati della sperimentazione che ha interessato dal 1° gennaio 2012 circa 100 enti (4 regioni, 12 province, 49 comuni, 20 enti strumentali) e della attività intensa di un gruppo di lavoro interistituzionale (Stato, ANCI, UPI, Regioni, Istat, Abi, Ordine dei dottori commercialisti).

La sperimentazione della riforma è stata estesa per il 2014 ad ulteriori 300 enti.

L’entrata a regime di tale importante riforma, che interesserà tutti gli enti territoriali e i loro enti strumentali, decorre dal 1 gennaio 2015.

Si tratta di una riforma di portata storica, dai molteplici aspetti positivi, tra i quali:

  • consentire di conoscere i debiti effettivi degli enti territoriali;

  • fare pulizia” nei bilanci degli enti territoriali riducendo in maniera consistente la mole dei residui;

  • l’introduzione del bilancio consolidato, con le proprie articolazioni organizzative, i propri enti strumentali e le proprie società controllate e partecipate;

  • l’adozione della contabilità economico patrimoniale, anticipando l’orientamento comunitario in materia di sistemi contabili pubblici.

L’avvio a regime costituisce  una tappa fondamentale nel percorso di risanamento della finanza pubblica e favorirà il coordinamento della finanza pubblica, il consolidamento dei conti delle Amministrazione Pubbliche anche ai fini del rispetto delle regole comunitarie, le attività connesse  alla revisione della spesa pubblica e alla determinazione dei fabbisogni e costi standard.

LE CRITICITA’ EVIDENZIATE DALLA SEZIONE DELLE AUTONOMIE

In data 29/05/2014 la Corte dei Conti sezione delle Autonomie, a seguito del testo concordato dalla Conferenza unificata del 03/04/2014, viene sentita in audizione presso il Presidente della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale. I giudici della nomofilachia evidenziano come in sede europea vengono rivolte critiche alla trasparenza dei conti pubblici dell’Italia, avvalorate dalla pluralità dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio vigenti nei diversi sotto-settori dell’amministrazione pubblica. Infatti, L’esigenza di migliorare la conoscenza dei fenomeni, cui è preordinata l’armonizzazione avviata con il d.lgs. n. 118/2011 (bilancio consolidato delle amministrazioni pubbliche ecc.) trova corrispondenza nella normativa comunitaria (direttiva n. 2011/85/UE del Consiglio, in data 8 novembre 2011), relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri, secondo cui “gli Stati membri si dotano di sistemi di contabilità pubblica che coprono in modo completo e uniforme tutti i sotto-settori dell’amministrazione pubblica e contengono le informazioni necessarie per…

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