Allarme sul monitoraggio del Patto

Allarme Patto per Comuni e Province. Il problema sorge all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2014 del DM del Ministero dell’Economia e delle finanze n. 59729 del 15 luglio 2014 relativo al monitoraggio semestrale del Patto di stabilità di Province e Comuni con più di mille abitanti.

La pubblicazione fa scattare il termine ordinario per l’invio dei modelli, che scade il 31 luglio 2014. Va tuttavia fatto presente che secondo quanto previsto dall’articolo 31, comma 19 della Legge n. 183/2011 (Legge di stabilità 2012), l’ente è considerato inadempiente al Patto se l’invio non avviene entro 45 giorni dalla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale (ossia entro il prossimo 8 settembre 2014).

Il problema nasce dall’interpretazione del Ministero, resa nota solo ieri, dell’articolo 1, comma 535 della Legge di stabilità 2014 (Legge n. 147/2013). La disposizione in questione inserendo il nuovo comma 9-bis all’articolo 31 della Legge di stabilità 2012, metteva a disposizione degli enti locali un bonus (franchigia) di spazi finanziari ai fini del Patto di stabilità per favorire i pagamenti in conto capitale.

Nella giornata di ieri il MEF ha inserito nel prospetto per l’invio dei dati una nuova nota in cui si specificava che la franchigia sul pagato al titolo II nel primo semestre 2014, come da articolo 1 comma 535 Legge 147/2014 (rigo S16) si applica solo se il Comune ha pagato nel primo semestre 2014 in conto capitale, competenza e residui, almeno il doppio della franchigia. In caso di importi pagati al titolo II pari o inferiori a quello della franchigia, il bonus è perso. Mentre se sono stati effettuati pagamenti per importi superiore alla franchigia ma inferiori al doppio del suo valore, è possibile decurtare come bonus solo la quota del pagato eccedente il valore della franchigia stessa. Si effettuano alcune esemplificazioni del meccanismo.

Franchigia (bonus Patto concesso)

Spese in conto capitale pagate nel primo semestre 2014

Spese decurtate dal Patto per effetto della franchigia

100 €

0 €

0 €

100 €

60 €

0 €

100 €

100 €

0 €

100 €

130 €

30 €

100 €

200 €

100 €

100 €

290 €

100 €

Il chiarimento coglie in contropiede diverse amministrazioni che potrebbero, nei casi di spese al titolo II superiori alla franchigia ma di ammontare inferiore al suo doppio, avere erroneamente decurtato le proprie spese ai fini del Patto per l’intero importo del bonus invece che per la parte eccedente. Ciò in base al chiarimento del MEF si rivela ora non essere corretto, in quanto il Comune, così facendo, avrebbe un beneficio ai fini del Patto anche per pagamenti al Titolo I mentre la norma ha agevolato i soli pagamenti in conto capitale e non l’impegnato a Titolo I. Il saldo misto rilevante ai fini Patto porterebbe quindi un beneficio non ammesso dalla normativa.

L’interpretazione offerta dal Ministero mette in seria difficoltà molte amministrazioni, i cui conteggi finora potrebbero aver seguito interpretazioni difformi su una questione che finora non era stata affrontata in maniera esplicita né nella circolare n. 6/2014 della Ragioneria Generale dello Stato sul Patto di stabilità, né in occasione della pubblicazione dei dati sull’assegnazione delle quote.

Appare a questo punto necessario un intervento immediato del Ministero Economia e Finanze, e se necessario del legislatore sulla questione, che già ora si stima potrebbe avere un impatto assai rilevante sulle finanze dello Stato o delle amministrazioni locali.

4 agosto 2014

Fabio Federici

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