Il problema della competenza territoriale

di Antonino Russo

Pubblicato il 21 luglio 2014

può accadere che un ufficio territorialmente incompetente riceva o, al contrario, emetta atti che incidono nel rapporto con il contribuente: cosa avviene in tali casi?

Breve premessa

Può accadere che un ufficio territorialmente incompetente riceva o, al contrario, emetta atti che incidono nel rapporto con il contribuente.

In questi casi gli atti , rivolti o provenienti da un ufficio diverso da quello deputato allo svolgimento della funzione di specie, vengono coinvolti da più di un dubbio sulla insorgenza di vizi patologici o sulla sopravvenienza di decadenze e questo in ragione del fatto che la ripartizione di competenza per territorio tra più organi, appartenenti alla stessa Amministrazione ed aventi medesima natura postula, da un lato, identità di competenza per materia e, dall’altro, una indubbia rilevanza delle attribuzioni ripartite alla luce di un profilo territoriale.

 

Va preliminarmente indicato che , nei casi di atti o di documenti presentati a un ufficio territorialmente incompetente, possono soccorrere due riferimenti normativi:

  • uno è il c.d. principio di buona fede e collaborazione tra amministrazione e contribuente, di cui all’art. 10 della L. n. 212/2000 (“Statuto dei diritti del contribuente”) che impone all’ufficio incompetente che ha ricevuto un atto da parte del privato l’onere di trasmetterlo a quello competente;

  • l’altro è l’art. 5 della L. 18 marzo 1968, n. 249, il quale prevede che “le istanze o i ricorsi rivolti, nel termine previsto dalla legge, a organi diversi da quello competente ma appartenenti alla medesima amministrazione centrale, non sono soggetti a dichiarazione di irricevibilità per scadenza di termine. Tali istanze e ricorsi sono trasmessi d’ufficio all’organo competente1.



Alcuni “campi” critici

Possono essere utili agli operatori del mondo tributario, i responsi giurisprudenziali e i documenti di prassi attinenti questa problematica. Di seguito se ne rappresenta un elenco, non esaustivo ma comunque riferibile ad alcune delle casistiche casi più frequenti.

  1. Non può ritenersi omessa, perché pervenuta in ritardo all’ufficio competente, la dichiarazione tributaria tempestivamente presentata ad ufficio territorialmente incompetente, e da questo ricevuta senza obiezioni, benché si trattasse di incompetenza riscontrabile già sulla base dei dati contenuti nella stessa dichiarazione, e, solo successivamente, oltre il termine per l’utile presentazione della dichiarazione trasmessa all’ufficio competente (Cass. civ., 30 gennaio 2007, n. 1949; Cass. civ., 29 ottobre 2008, n. 25908).

  2. In tema dei rimborsi, la presentazione dell’istanza di ripetizione del tributo ad ufficio territorialmente incompetente (ostando alla formazione del provvedimento negativo, anche nella forma del silenzio-rifiuto, e pur determinando l’inammissibilità del ricorso eventualmente presentato alla commissione tributaria per difetto di provvedimento impugnabile2) impedisce tuttavia la formazione della decadenza dalla proposizione dell’istanza di rimborso regolamentata dal termine di cui all’art. 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, (Cass. civ. n. 14212 del 28 luglio 2004 e n. 9407 del 6 maggio 2005 e comporta la necessità di rinnovo dell’istanza, da parte del contribuente nei confronti dell’ufficio compe