Sono operative le nuove disposizioni sui contratti di sviluppo

Con la pubblicazione sulla G.U. n. 97, del 28 aprile 2014, sono operative le disposizioni contenute nel decreto del 14 febbraio 2014 del Ministero dello Sviluppo Economico che modifica la disciplina relativa ai contratti di sviluppo.

Il citato decreto ha introdotto alcune novità finalizzate ad assicurare una maggiore coerenza dello strumento agevolativo del contratto di sviluppo al contesto-socio-economico, in particolare abbassando le dimensioni minime di investimento e accelerando le procedure per l’accesso alle agevolazioni.

Quali sono i programmi di sviluppo attuabili

Secondo il decreto in commento, i contratti di sviluppo agevolabili devono realizzare, su iniziativa di una o più imprese, uno dei seguenti programmi di sviluppo:

  • industriale: deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento;

  • per la tutela ambientale: deve riguardare un’iniziativa imprenditoriale finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti per la tutela ambientale, ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale;

  • di attività turistica: attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva, delle necessarie attività integrative, dei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico.

I programmi di sviluppo possono prevedere anche la realizzazione di opere infrastrutturali, materiali e immateriali, funzionali alle finalità dei programmi di sviluppo.

Importo complessivo agevolabile

L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili degli investimenti oggetto del programma di sviluppo, con esclusione del costo di opere infrastrutturali se previste, non deve essere inferiore a 20 milioni di euro ovvero 7,5 milioni di euro, qualora il programma riguardi esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Il programma di sviluppo deve essere concluso entro 48 mesi dalla data della determinazione di concessione delle agevolazioni , ovvero “entro un termine più breve ove reso necessario dalla normativa di riferimento in caso di cofinanziamento con risorse comunitarie”.

Chi sono i soggetti che possono beneficiare del provvedimento

Il decreto in commento prevede che i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono l’impresa che promuove l’iniziativa, denominata «soggetto proponente», e le eventuali altre imprese partecipanti ai progetti d’investimento, denominate «aderenti».

Nelle ipotesi di programmi di sviluppo realizzati da più imprese, il proponente ne assume la responsabilità verso l’Amministrazione anche ai fini della coerenza tecnica ed economica.

I soggetti beneficiari delle agevolazioni dalla data di presentazione della domanda di accesso, devono trovarsi nelle seguenti condizioni:

a) essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro delle Imprese, ad eccezione delle imprese estere purché si impegnino a istituire una sede secondaria con rappresentanza stabile nel territorio italiano e a mantenerla per almeno cinque anni, ovvero tre anni nel caso di PMI, dall’ultimazione del programma di sviluppo;

b) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali;

c) trovarsi in regime di contabilità ordinaria;

d) non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;

e) operare nel rispetto delle vigenti norme edilizie e urbanistiche, del lavoro, sulla prevenzione degli infortuni e sulla salvaguardia dell’ambiente, anche con riferimento agli obblighi contributivi;

f) non essere stati destinatari, nei tre anni precedenti la data di presentazione della domanda, di provvedimenti di revoca totale di agevolazioni…

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