Piano degli obiettivi: le linee di indirizzo, l’acquisizione dei pareri dei dirigenti e il concetto di economia di spesa del personale

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 28 maggio 2014

sono legittimi gli atti di indirizzo contenuti nel Piano degli obiettivi dell'Ente Loale, predisposti dal settore per la realizzazione delle attività richieste dall’amministrazione, in termini di mezzi finanziari e risorse umane necessarie alla loro realizzazione, qualora gli stessi siano privi dei pareri di regolarità tecnica e contabile

L’amministrazione comunale si interroga sulla legittimità di atti di indirizzo contenuti nel Piano degli obiettivi, predisposti dal settore per la realizzazione delle attività richieste dall’amministrazione, in termini di mezzi finanziari e risorse umane necessarie alla loro realizzazione, qualora gli stessi siano privi dei pareri di regolarità tecnica e contabile. Inoltre, altro quesito conseguente all’atto di indirizzo, riguarda la possibilità di prevedere risorse aggiuntive per la remunerazione del personale, per le eventuali attività svolte al di fuori dell’orario di servizio. Solo questi due quesiti sono stati accolti, in risposta, dalla Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Basilicata, nella deliberazione n.79 depositata in data 15/05/2014.



LA NATURA GIURIDICA DEI PARERI TECNICO E CONTABILE

Il collegio contabile, rileva preliminarmente, come secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale del Giudice Amministrativo (da ultimo, Cons. St. sez. V, n. 1663/2014), i pareri (che l’art. 49 TUEL richiede espressamente per l’adozione delle deliberazioni comunali che non siano <mero atto di indirizzo>) non costituiscono requisiti di legittimità delle deliberazioni cui si riferiscono, in quanto sono preordinati all’individuazione sul piano formale, nei funzionari che li formulano, della responsabilità eventualmente in solido con i componenti degli organi politici in via amministrativa e contabile, così che la loro eventuale mancanza costituisce una mera irregolarità che non incide sulla legittimità e la validità delle deliberazioni stesse (Cons. St., sez. V, n. 5012/2009; sez. IV, n. 3888/2008). Ciò vale anche per il parere di regolarità contabile sugli atti programmatori, la cui omissione non incide sulla va