La deducibilità dell’assegno al coniuge divorziato

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 14 maggio 2014

gli assegni alimentari al coniuge separato o divorziato sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF: analisi del caso di assegni per alimenti periodici insoluti, ma corrisposti in un’unica soluzione a seguito di accordo transattivo

In caso di separazione, scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, il Tribunale può stabilire in capo ad uno dei coniugi, tenuto conto della situazione economica degli stessi, l’obbligo di provvedere al mantenimento dell’altro mediante la corresponsione di assegni periodici di ammontare determinato. Da un punto di vista fiscale, tali somme rappresentano – per il coniuge obbligato all’elargizione dell’assegno alimentare - un onere deducibile nella misura fissata dal provvedimento dell’Autorità giudiziaria: così dispone, infatti, l’art. 10 comma 1 lett. c) del Tuir.

Sono esclusi, in ogni caso, gli assegni alimentari destinati al mantenimento dei figli. A tale proposito, si ricorda che, qualora nel dispositivodella sentenza emessa dal giudice non venga chiaramente operato il distinguo relativo alquantum previsto per il mantenimento della prole, l'assegno in parola, a norma della lettera c), delcomma 1, dell'art. 10 del TUIR, è deducibile solo per la parte spettante al coniuge: se, invece, l’importo a favore dei figli non è diversamente esplicitato,