Affidamento attività di riscossione dei tributi comunali a società in house

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 12 maggio 2014

è possibile per un comune creare una società di servizi cd. "in house" per il servizio di riscossione delle imposte comunali?

Il dubbio sorto ad un comune riguarda la possibilità di affidare il servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali ad una società strumentale a capitale prevalentemente pubblico già esistente, stante le seguenti presupposti amministrativi:

a) preesistenza della società;

b) acquisizione di una quota del capitale sociale, seppure del tutto minoritaria, che renderebbe la società stessa una partecipata del Comune;

c) stipula di una convenzione ex art.30 d. lgs. n. 267/2000 con il Comune che detiene la maggioranza del capitale sociale di detta società e che ha da tempo affidato a quest'ultima tutte le attività di accertamento e riscossione delle entrate;

d) affidamento di attività in quantità contenuta sotto la soglia del 20% del bilancio societario, si da configurarsi quale "attività residuale" dell'intera attività societaria, così come affermato dalla giurisprudenza in sede di interpretazione dell'art. 13 del d.l. n. 223/2006 (Decreto Bersani) convertito dalla legge n.248 del 04.08.2006 circa l'attività "extra moenia";

e) successiva stipula di contratto con la Società di che trattasi per l'affidamento del servizio di accertamento e riscossione dei tributi del comune.

La risposta al complesso requisito posto è stata esaminata dalla Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Liguria, nella deliberazione n.24 depositata in data 15/04/2015.



L’EVOLUZIONE NORMATIVA

Rileva, preliminarmente, il collegio contabile come gli Enti locali, avevano a disposizione le seguenti alternative:

  • affidamento del servizi