La Dichiarazione Autonoma IVA

Si apre la stagione dei dichiarativi con la dichiarazione IVA. E’ con riferimento a tale dichiarativo che ci si pongono i primi interrogativi circa le modalità di presentazione, ovviamente ed evidentemente, con riferimento ai casi più singolari e scarsamente ricorrenti.

Uno degli aspetti operativi da osservare interessa l’obbligatoria presentazione unificata della dichiarazione ai fini IVA e ai fini delle imposte dirette.

L’articolo 3 comma 1 del DPR 322/1998 prevede, infatti, che “i contribuenti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi, e della dichiarazione annuale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, presentano la dichiarazione unificata annuale”.

Tale disposizione individua le modalità di presentazione delle dichiarazioni, stabilendo che la dichiarazione dei redditi e dell’IVA devono essere presentate in modalità Unificata, fatto salvo per i soggetti con periodo di imposta NON coincidente con l’anno solare.

Ne deriva quindi che:

  • se il periodo di imposta coincide con l’anno solare le dichiarazioni IVA e imposte dirette, sono unificate ex lege;

  • se il periodo di imposta non coincide con l’anno solare le dichiarazioni IVA e imposte dirette, non possono viaggiare insieme.

Per comprendere quindi se la dichiarazione IVA deve essere allegata alla dichiarazione dei redditi è sufficiente verificare la coincidenza del periodo di imposta con l’anno solare.

 

Preliminarmente, ancorché apparentemente superfluo, si ritiene di dover precisare che, per periodo di imposta, si intende il lasso di tempo che occorre prendere a base per la determinazione temporale dell’obbligazione tributaria ai fini delle imposte dirette. Va da se che il concetto di periodo di imposta è unicamente rilevante ai fini delle imposte dirette e non anche ai fini dell’IVA, per la quale, il periodo di riferimento ai fini della tassazione è sempre l’anno solare essendo il volume d’affari valore da riferire sempre e unicamente a tale periodo temporale (art. 21 del DPR 633/72).

La definizione del periodo di imposta per i soggetti Irpef e per i soggetti IRES non è coincidente.

Per i primi (persone fisiche, ivi inclusi le imprese individuali o diversamente organizzate in imprese familiari o coniugali, società di persone…) l’articolo 7 del TUIR, rubricato “periodo d’imposta”, prevede che: “l’imposta è dovuta per anni solari, a ciascuno dei quali corrisponde un’obbligazione tributaria autonoma…; L’imputazione dei redditi al periodo di imposta è regolata dalle norme relative alla categoria nella quale rientrano”.

Ne deriva che il periodo di imposta per i soggetti IRPEF è l’anno solare.

Per i soggetti IRES, la definizione del periodo di imposta è data dall’articolo 76 del TUIR il quale prevede: “L’imposta è dovuta per periodi di imposta a ciascuno dei quali corrisponde una obbligazione tributaria autonoma…; il periodo di imposta è costituito dall’esercizio o periodo di gestione della società o dell’ente, determinato dalla legge o dall’atto costitutivo; Se la durata dell’esercizio o periodo di gestione non è determinata dalla legge o dall’atto costitutivo o è determinata in due o più anni, il periodo di imposta è costituito dall’anno solare.”

Marcatamente diversa, quindi, la definizione di periodo di imposta per i soggetti IRES, per i quali il cosiddetto lasso di tempo da assumere a base per la determinazione temporale dell’obbligazione tributaria è costituito dalla durata dell’esercizio sociale nei limiti sopra indicati, rispetto ai soggetti Irpef, per i quali tale lasso di tempo coincide sempre con l’anno solare.

L’agenzia delle Entrate ha già e più volte confermato l’affermazione sopra evocata.

Con la risoluzione 92/2011, l’amministrazione finanziaria ha affermato che, il lasso di tempo, cosiddetto periodo di imposta, che occorre prendere a base per la delimitazione temporale dell’obbligazione tributaria è costituito sia per le persone fisiche che per le società di…

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