Considerazioni controcorrente: il nuovo redditometro è retroattivo?

Il prossimo 31 dicembre scade il termine ordinario per gli accertamenti ai fini delle imposte dirette relativi alle dichiarazioni presentate per l’annualità 2008.

Oltre agli accertamenti che risultano già notificati, altri ancora ne verranno notificati a carico delle persone fisiche basati sull’applicazione del vecchio redditometro, essendo il 2008 l’ultimo anno per il quale si applica la precedente disciplina.

Sulla base degli accertamenti già notificati e relativi alle stesse annualità, si è già venuto a formare un indirizzo giurisprudenziale (al momento dei soli Giudici di merito) secondo cui in caso di accertamento basato sul redditometro è possibile applicare retroattivamente il nuovo strumento se più favorevole al contribuente.

Al riguardo, però, si ritiene che una analisi attenta dovrebbe prendere in considerazione innanzitutto i principi ispiratori sui quali si fondano il vecchio e nuovo redditometro, oltre ad individuare a quali condizioni subordinare l’applicabilità retroattiva di uno strumento di accertamento; ad una simile analisi, però, è facile che consegua l’inapplicabilità di fatto del nuovo strumento ad annualità prive di tutti i dati necessari per la sua concreta applicazione.

 

La questione

Come è noto, l’art. 22 del decreto legge n. 78/2010 ha modificato l’art. 38 del DPR n. 600/1973 in tema di accertamento sintetico.

In particolare, secondo quanto previsto dal comma 1 del citato articolo, la modifica ha effetto per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non è ancora scaduto; in pratica le nuove norme sul redditometro si applicano dal periodo di imposta 2009, il cui termine di presentazione del modello Unico (30 settembre 2010) non era ancora scaduto alla data del 31 maggio 2010 di entrata in vigore della nuova disciplina.

La sostanziale diversità fra le due discipline (fino al 2008 e dal 2009 in poi) e la presunta opinione secondo cui il nuovo redditometro è più favorevole al contribuente rispetto al vecchio ha formato oggetto di contenzioso nel senso che i contribuenti hanno chiesto l’applicazione retroattiva del nuovo strumento, ritenuto più favorevole, quasi obbligati i contribuenti a proporre simili eccezioni a fronte della mancata applicazione retroattiva da parte degli uffici in sede di contraddittorio.

In effetti, come anche confermato dalla circolare 15 febbraio 2013, n. 1/E, risposta 1.3, l’Agenzia delle entrate ha sempre dichiarato che la nuova normativa si applica, in pratica, agli accertamenti relativi ai redditi dell’anno 2009 e seguenti, escludendone, quindi, ogni utilizzo retroattivo.

Le richieste di applicazione retroattiva del nuovo redditometro avanzate dai contribuenti, invece, sono originate dal fatto che gli accertamenti da redditometro sono compresi nell’ambito dei c.d. “accertamenti standardizzati” per i quali è sempre stato sostenuto il principio che un eventuale strumento più evoluto può trovare applicare retroattiva se più favorevole al contribuente.

Sulla base di tale principio, quindi, è stato chiesto alle Commissioni tributarie di applicare il nuovo redditometro alle annualità fino al 2008.

Peraltro, la richiesta applicazione retroattiva del redditometro può aver riguardato, di volta in volta, singoli aspetti della disciplina; così, ad esempio,può aver riguardato:

– il mancato contraddittorio preventivo (CTP Varese n. 53/1/2012, CTP Torino n. 3/4/2013, CTP Lecco n. 87/2/2013),

– l’obbligo della motivazione rafforzata (CTP Genova n. 49/13/2013),

– l’abrogazione della norma che prevede la ripartizione degli investimenti in cinque anni (CTP Bergamo n. 115/2/2012),

o, ancora, può aver riguardato la metodologia di accertamento, cioè la concreta applicazione degli elementi di capacità contributiva, situazione questa che interessa in questa sede.

 

Le sentenze sulla retroattività del redditometro vero e proprio

Diverse sono le sentenze dei giudici di merito che, esaminando l’eccezione circa l’applicabilità del…

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