Il riaddebito delle spese nelle strutture condivise da più professionisti

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 26 agosto 2013

sempre più spesso singoli professionisti decidono di esercitare l’attività professionale condividendo con altri professionisti spazi, strutture, utenze telefoniche, elettriche o di riscaldamento e anche personale dipendente...

Sempre più spesso singoli professionisti, che svolgono determinate tipologie di attività, decidono di esercitare l’attività professionale condividendo, con altri professionisti, spazi, strutture, utenze telefoniche, elettriche o di riscaldamento e anche personale: tali strutture non costituiscono delle vere e proprie associazioni professionali, ma unicamente delle entità separate che beneficiano di alcune risorse in comune (C.M. 18 giugno 2001, n. 58/E).

L’aspetto maggiormente critico della fattispecie in commento è rappresentato dal trattamento fiscale del riaddebito, da parte del professionista intestatario delle varie utenze, della quota parte di costi a lui fatturati, sulla base di singoli accordi assunti con i colleghi, solitamente basati su criteri di effettivo utilizzo della struttura condivisa.

Il riaddebito per il professionista che percepisce una somma non costituisce una prestazione attiva, ovvero non rappresenta un compenso, ma configura una diminuzione del costo sostenuto; onere che può essere dedotto dal reddito p